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Cristina Valota
Leggi i suoi articoliTrasgredendo l’ordine cronologico di un calendario che vede moltiplicarsi in tutto il mondo il numero delle biennali di arte contemporanea, cominciamo il nostro itinerario dalla madre di tutte le biennali: la 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che si svolge tra Giardini, Arsenale e varie sedi cittadine dal 9 maggio al 22 novembre, ha mantenuto il titolo «In Minor Keys», scelto dalla direttrice Koyo Kouoh, morta improvvisamente il 10 maggio 2025, ed è curata dal team da lei stessa selezionato (Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Helene Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter e Rory Tsapayi). Grande attesa per i dettagli della mostra, che saranno svelati il 25 febbraio. Altrettante aspettative sta suscitando il progetto «Con te con tutto» di Chiara Camoni che Cecilia Canziani ha presentato per il Padiglione Italia.
Volgendo lo sguardo alle varie biennali in giro per il mondo, dal 30 gennaio al 23 aprile si svolge la terza Biennale d’arte contemporanea di Diriyah, in Arabia Saudita. Intitolata «In Interludes and Transitions» e curata da Nora Razian e Sabih Ahmed insieme a un team curatoriale internazionale, riunisce oltre 65 artisti di 37 Paesi e più di 22 nuove commissioni allestite presso il Jax District, un fiorente quartiere creativo vicino ad At-Turaif, sito patrimonio mondiale dell’Unesco, presentando opere basate su suono, musica e performance.
L’8 marzo s’inaugura l’82ma edizione della Whitney Biennial, la più longeva rassegna di arte contemporanea degli Stati Uniti: curata da Marcela Guerrero e Drew Sawyer, con Beatriz Cifuentes e Carina Martinez, presenta le opere di 56 artisti, duo e collettivi che riflettono il momento attuale ed esaminano varie forme di relazionalità, tra cui affinità interspecie, relazioni familiari, intrecci geopolitici, affinità tecnologiche, mitologie condivise e supporti infrastrutturali, offrendo una vivida panoramica dell’arte contemporanea americana plasmata da un momento di profonda transizione.
Dall’11 marzo al 29 maggio si svolge la seconda Malta Biennale, intitolata «Clean | Clear | Cut». Curata da Rosa Martínez con Antoine Borg Micallef e Alexia Medici, la mostra intende ampliare la nozione di site specificity, proponendo opere e progetti collegati alla storia e alle narrazioni incorporate nei diversi luoghi del patrimonio dove saranno presentati (templi preistorici di Malta, forti dei Cavalieri di San Giovanni, i palazzi del Gran Maestro e dell’Inquisitore, i musei nazionali di archeologia, marittimo e dell’arte, la Cittadella a Gozo e luoghi etnografici e naturali).
La 25ma Biennale di Sydney, in Australia, si svolge dal 14 marzo al 14 giugno. Il titolo «Rememory» indica l’intersezione tra memoria e storia, dove il ricordo diventa un atto di ricomposizione dei frammenti del passato, sia esso personale, familiare o collettivo. Collegando il delicato spazio tra il ricordare e il dimenticare, artisti provenienti da tutto il mondo, nonché dall’Australia, presenteranno narrazioni emarginate, condivideranno storie inedite e ispireranno il pubblico a ripensare il modo in cui la memoria plasma l’identità e l’appartenenza.
Organizzata ogni quattro anni dal Carnegie Museum of Art, dal 2 maggio al 3 gennaio 2027 torna a Pittsburgh la Carnegie International, la più longeva mostra d’arte internazionale del Nord America. La 59ma edizione, curata da Ryan Inouye, Danielle A. Jackson e Liz Park, si presenta come la più collaborativa e di ampio respiro mai realizzata, coinvolgendo artisti e collaboratori da tutto il mondo e spaziando tra arte visiva, cinema, performance, teatro e musica.
Dal 5 giugno al 22 settembre si svolge la nona edizione della Triennale della Fotografia di Amburgo, sotto la direzione artistica di Mark Sealy. Le 11 mostre distribuite presso otto istituzioni cittadine sono tutte concettualmente allineate al tema centrale «Alliance, Infinity, Love - in the Face of the Other».
Dal 21 giugno al 4 ottobre si svolge in 12 edifici ecclesiastici abbandonati del dopoguerra sparsi di quattro città della regione della Ruhr, in Germania (Duisburg, Essen, Gelsenkirchen e Bochum) Manifesta 16 Ruhr. Il team artistico intergenerazionale e interdisciplinare della biennale nomade europea (Josep Bohigas, Gürsoy Dogtas, René Block, Leonie Herweg, Anda Rottenberg, Krzysztof Kosciuczuk, Henry Meyric Hughes, Michael Kurtz) trasformerà le ex chiese della regione della Ruhr per promuovere nuove forme di comunità e dialogo culturale.
A settembre è previsto il ritorno, dopo 12 anni di interruzione, della Biennale d’Arte di Alessandria d’Egitto. La 27ma edizione, intitolata «This Too Shall Pass», è curata dall’artista Moataz Nasr, che ha rappresentato l’Egitto alla Biennale di Venezia del 2017, e riunisce 55 artisti provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in continuità con lo spirito originario di una rassegna concepita fin dalle sue prime edizioni come spazio di confronto tra culture, identità e linguaggi artistici legati a un’area geografica comune.
Da settembre a novembre in Corea è in programma la 16ma Biennale di Gwangju. Il direttore artistico Ho Tzu Nyen, che ha rappresentato Singapore alla Biennale di Venezia nel 2011, ha dichiarato che la sua visione per la biennale sudcoreana è incentrata sul «potere trasformativo dell’arte» e che il suo obiettivo è quello di «mettere in primo piano le pratiche artistiche collettive e le solidarietà che rispondono alle crisi intersecanti del nostro tempo, dal cambiamento climatico e dalle pandemie imprevedibili al regresso democratico».
È invece prevista da settembre a dicembre la 18ma Biennale di Lione, in Francia. A proposito della nuova edizione della biennale, la curatrice Catherine Nichols ha affermato «che è al tempo stesso radicata e connessa, audace ma reattiva e, soprattutto, in sintonia con le urgenze e le possibilità del presente».