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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoli«È con grande sconcerto che apprendo la notizia della prematura scomparsa di Koyo Kouoh, curatrice della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che si terrà il prossimo anno. La sua nomina era stata salutata con entusiasmo in tutto il mondo, grandi erano le aspettative per quello che con la sua passione, conoscenza e professionalità avrebbe saputo offrire nell’allestimento di uno dei maggiori eventi per l’arte contemporanea a livello globale. In questo momento di profondo dolore voglio esprimere ai suoi cari e alla Biennale di Venezia le condoglianze e la vicinanza mia e del Ministero della Cultura».
Con queste parole il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha reso nota la morte della curatrice, che aveva 57 anni. A dicembre 2024, il Cda della Biennale di Venezia, su proposta del presidente Pietrangelo Buttafuoco, aveva nominato Kouoh direttrice artistica del Settore Arti Visive, con lo specifico incarico di curare la 61ma Esposizione Internazionale d’Arte nel 2026.
Koyo Kouoh, nata nel 1967 in Camerun, è stata dal 2019 direttrice esecutiva e chief curator dello Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz Mocaa) a Città del Capo, in Sudafrica. È stata direttrice artistica fondatrice di Raw Material Company, un centro per l'arte, la conoscenza e la società a Dakar, Senegal. Ha fatto parte del team curatoriale di documenta 12 (2007) e documenta 13 (2012). Nel 2020 ha ricevuto il Grand Prix Meret Oppenheim, premio svizzero che riconosce successi nei campi dell'arte, dell'architettura, della critica e delle esposizioni. Viveva e lavorava tra Città del Capo, Dakar e Basilea, Svizzera.
«Vorrei creare una mostra che spero possa avere un significato per il mondo in cui viviamo attualmente e, cosa più importante, per il mondo che vogliamo costruire. Gli artisti sono i visionari e gli scienziati sociali che ci permettono di riflettere e proiettare in modi che solo questa professione consente», aveva dichiarato Kouoh a margine della sua nomina.
Ora, chiunque ne prenderà il posto, siamo certi darà vita a un progetto che, se non nella forma, sicuramente nello spirito porterà qualcosa anche di lei.
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