Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

«Dancing at the Edge of the World», Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, ottava edizione curata da Federico Giani and Chiara Nuzzi

Courtesy Fondazione ICA Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro e dell’artista. Foto: Andrea Rossetti Archive

Image

«Dancing at the Edge of the World», Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, ottava edizione curata da Federico Giani and Chiara Nuzzi

Courtesy Fondazione ICA Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro e dell’artista. Foto: Andrea Rossetti Archive

Alla Fondazione ICA Milano i cinque finalisti del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura

Esposti i lavori dei cinque finalisti dell’ottava edizione del premio internazionale istituito nel 2006 dallo scultore, protagonista di una grande retrospettiva alle Gallerie d’Italia-Milano dal 28 maggio

La Fondazione Arnaldo Pomodoro e la Fondazione ICA Milano hanno dato vita da quest’anno a una nuova partnership, con l’intento di rendere sempre più internazionale l’orizzonte del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura istituito nel 2006 dal grande scultore (1926-2025) per promuovere questa disciplina tanto impervia (e costosa) per i giovani artisti: un’iniziativa che solo un maestro come lui, arrivato a una fama mondiale iniziando dal nulla, poteva concepire, forse rammentando l’aiuto che ricevette da Lucio Fontana quando, nel 1954, arrivò senza un quattrino a Milano dal Montefeltro. Il Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura (uno dei rari nel mondo dedicati a questo solo medium), destinato ad artisti tra i 25 e i 45 anni e giunto all’ottava edizione, non pone limiti alle pratiche prescelte dagli artisti, che sono anzi incoraggiati a cimentarsi con le più libere sperimentazioni, in cerca (come voleva il fondatore quando lo istituì) di nuove frontiere concettuali e relazionali. A proporre gli artisti è stato un comitato di selezione internazionale; a comporre la short list, una giuria ugualmente internazionale, composta dalla presidente Anne Reeve (Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington) e da Federico Giani (Fondazione Arnaldo Pomodoro), Sohrab Mohebbi (Sculpture Center, New York e membro del Comitato scientifico della Fondazione Arnaldo Pomodoro), Julia Morandeira Arrizabalaga (Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía) e Chiara Nuzzi (Fondazione ICA Milano).

Dal 15 aprile al 10 luglio i lavori dei cinque finalisti (Bronwyn Katz, Dan Lie, Yu Ji, Trương Công Tùng, Luana Vitra), tutti realizzati per quest’occasione, sono esposti al primo piano della Fondazione ICA Milano, nella collettiva «Dancing at the Edge of the World» (dall’omonima raccolta di saggi di Ursula K. Le Guin, 1989), curata da Federico Giani e Chiara Nuzzi.

Nella prima edizione dopo la scomparsa del fondatore, il 22 giugno dell’anno scorso, il Premio (che quest’anno grazie a Venini ha aumentato il valore da 10 mila a 30 mila euro), per volontà di tutti i finalisti, della Giuria e delle due Fondazioni, sarà attribuito ex-aequo a tutti loro, in memoria di Arnaldo Pomodoro. 

Eterogenea, a conferma della vitalità della scultura, la natura dei lavori esposti: Bronwyn Katz (Kimberley, Sud Africa, 1993), nata in un distretto minerario, indaga le relazioni tra corpo umano e geologia, Luana Vitra (Belo Horizonte, Brasile, 1995) propone una riflessione alchemica sui processi di trasformazione della materia; Yu Ji (Shanghai, Cina, 1985) crea una sorta di coreografia con video, stampe fotografiche e sculture; Dan Lie, presente alla 61ma Biennale di Venezia «In Minor Keys» di Koyo Kouoh, lavora da parte sua con entità non umane (batteri, funghi, piante e animali) creando una relazione organica dove tutti, anche il pubblico e l’ambiente, hanno un ruolo, e Trương Công Tùng (Vietnam, 1986; vive e lavora a Ho Chi Minh City) crea ecosistemi inaspettati in cui tempo e spazio si compenetrano.

Il tutto ideato in stretta relazione con l’architettura spoglia e segnata dal tempo dello spazio espositivo che, spiegano i curatori, «diventa cocreatrice del progetto». Mentre Anne Reeve, da parte sua, mette l’accento sul fatto che, pur in assenza di figure umane, «le ricerche qui proposte delineano un nuovo biomorfismo, una morfologia del corpo capace di abitare la dissoluzione di confini fisici e temporali». Con il suo Premio, Arnaldo Pomodoro continua così a essere presente sulla scena artistica internazionale, ora da mentore delle nuove generazioni, in attesa che il suo lavoro venga ancora una volta celebrato, dal 28 maggio al 18 ottobre, dalla mostra «Arnaldo Pomodoro: una vita», curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani per le Gallerie d’Italia-Milano.

«Dancing at the Edge of the World», Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, ottava edizione curata da Federico Giani e Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro and the artist. Foto: Andrea Rossetti Archive

Ada Masoero, 13 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Alla Fondazione ICA Milano i cinque finalisti del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura | Ada Masoero

Alla Fondazione ICA Milano i cinque finalisti del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura | Ada Masoero