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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliPer la quarta volta Auguste Rodin è ospite d’onore della Fondation Gianadda di Martigny: questa volta con la mostra «Rodin secondo Rilke», aperta nel museo svizzero dal 26 giugno al 22 novembre. I visitatori scopriranno le opere dello scultore sotto una luce diversa, fornita dalle descrizioni di un grande poeta. La mostra, realizzata dal Musée Rodin, è strutturata in diverse sezioni e offre un viaggio «lirico» attraverso le opere dell’artista rilette da Rilke, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.
Rainer Maria Rilke nacque a Praga nel 1875 e trascorse un’infanzia solitaria. Diplomatosi al liceo, studiò letteratura e pubblicò le sue prime poesie nel 1896. Sposò la scultrice Clara Westhoff, che aveva frequentato nel 1900 l’Institut Rodin. Un editore tedesco gli diede l’incarico di scrivere una monografia dedicata allo scultore francese. Fin dal loro primo incontro a Parigi nel 1902, Rilke instaurò con il celebre artista un legame speciale. Rodin, per parte sua, apprezzò subito la compagnia del giovane poeta. Per scrivere il libro su Rodin, Rilke trascorse del tempo a Meudon, città natale dello scultore: pubblicò il volume nel 1903. Ricevutane una copia, Rodin se la fece tradurre e scoprì così il talento del poeta, che tornò poi a Meudon nel 1905, ospite in casa dell’artista, che gli aveva messo a disposizione uno spazio per lavorare. Per aiutarlo economicamente, Rodin gli affidò alcuni lavori di segreteria. Per undici anni, l’arte e la poesia occuparono un posto significativo nel loro rapporto, caratterizzato da condivisione e ispirazione in una sorta di osmosi reciproca.
Nell’allestimento della Fondation Gianadda, al centro dello spazio espositivo figurerà «Le penseur», monumentale scultura in gesso (1903) di Rodin, la più emblematica e conosciuta delle sue opere. Fu concepita per essere collocata al centro della parte superiore della «Porte de l’enfer», opera in bronzo concepita tra il 1880 e il 1917 e ispirata alla Divina Commedia di Dante. Rappresenta forse il Divin Poeta in meditazione sulla sua opera, o Minosse che presiede al giudizio delle anime? Rodin interpreta «Il pensatore» come un uomo in meditazione, che affronta i tormenti dell’animo umano. Per Rilke, «il pensatore siede perso nei suoi pensieri e muto, oppresso da immagini e idee, e tutta la sua forza (che è la forza di chi agisce) è il pensiero. Tutto il suo corpo si è trasformato in un teschio, e tutto il sangue che scorre nelle sue vene in un cervello».
La mostra si aprirà con una teca contenente documenti d’archivio, lettere di Rilke a Rodin e l’edizione della monografia che il poeta pubblicò sullo scultore nel 1903. La maggior parte delle citazioni utilizzate in tutta la mostra sono tratte da essa.
La creazione della Porta dell’Inferno risale a quando lo scultore si immerse nella Divina Commedia di Dante, in particolare nell’Inferno. In questa sezione della mostra figurerà un’opera emblematica di Rodin: «Le baiser» (gesso patinato, 1885), che narra l’episodio della tragica passione di Paolo Malatesta per la cognata Francesca da Rimini, due personaggi della prima Cantica della Commedia. Il gruppo si distingue per l’immagine romantica, quella di una passione aggraziata e delicata in una composizione armoniosa. Per Rilke, «il fascino della giovane e dell’uomo risiede in questa saggia ed equa distribuzione della vita... Perciò sembra di scorgere la beatitudine di questo bacio ovunque sui loro corpi...».
Il soggetto di «Psyché» si manifesta in una serie di disegni, privi di qualsiasi contesto ma carichi di sensualità, che raffigurano l’eroina languida, seminuda, nell’atto di offrire il proprio corpo alla contemplazione. Rodin esplora il nudo femminile con assoluta libertà. Rilke li ammirava e commentò: «Poi vengono i nudi disegnati con tratti rapidi e sicuri, forme piene di tutti i loro contorni, modellate con pennellate veloci, e altri, racchiusi nella melodia di un unico contorno vibrante, da cui si eleva un gesto di indimenticabile purezza».
Dal 1902 in poi, per oltre dieci anni, Rilke soggiornò con grande regolarità a Parigi. L’incontro con Rodin, la frequentazione assidua dell'artista e della sua opera, le loro visite ai musei, in particolare al Louvre, influenzarono Rilke nel profondo del suo essere. Questo rapporto permea in modo determinante i suoi scritti e influenza la pubblicazione delle due raccolte di Nouveaux poèmes del 1907 e del 1908. Pertanto, l’epilogo della mostra concederà a Rilke l’ultima parola, non per illustrare le opere di Rodin, ma per affrontare l’influenza dello scultore nei suoi scritti attraverso la lettura di una delle sue poesie più famose, intitolata Torse archaïque d’Apollon.
A conclusione di questo itinerario, uno spazio della mostra è dedicato ai rapporti dello scrittore con il Canton Vallese, la regione di Martigny. Il 28 giugno 1921 Rilke si stabilì in Svizzera, a Sierre, e prese residenza al Castello di Muzot, acquistato dal suo mecenate, Werner Reinhart. Durante questo periodo, compose le Quatrains valaisans (Quartine del Vallese) e Vergers (I frutteti). Il culto di Rilke si dimostrò molto vivo nella regione del Vallese, portando alla creazione della Fondation Rilke nel 1986 e all'istituzione del Museo Rilke l'anno successivo. Rilke morì nel 1926. È sepolto a Rarogne, nel Vallese.