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«I Remember. Digitali immortale»

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A Torino Arwe 2026: una grande festa, dove l’arte è una casa comune

Dall’Accademia Albertina di Belle Arti l’Art Research World Expo 2026 coinvolge tutta la città con mostre, proiezioni, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop, fashion show, incontri e pratiche artistiche interdisciplinari

Olga Gambari

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È stato un lungo arrivo quello dell’ARWE-Art Research World Expo 2026, che si inaugura il 25 maggio a Torino, con il cuore pulsante nell’Accademia Albertina di Belle Arti ma coinvolgendo anche il resto della città in una serie di eventi. «Un cammino di avvicinamento che è partito un anno e mezzo fa con quattro work packages di ricerca, dedicati al glossario legato alla ricerca artistica, alla rete internet che opera collegando le parole chiave della ricerca artistica, ai temi della sostenibilità e del rapporto tra arte e ambiente, e poi ai lavori svolti dagli studenti internazionali di triennale, magistrale e dottorati nelle accademie e nelle università», spiega Salvo Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina e curatore del progetto. Il programma di eventi si è attivato già da marzo, costruendo un immenso network internazionale che vede la partecipazione di artisti di nuova generazione provenienti da 21 scuole d’arte italiane e da 27 istituzioni universitarie similari di 18 Paesi esteri tra Europa, Asia, Africa e America, «tra cui anche Libano e Ucraina», sottolinea Bitonti. Concetti chiave dell’evento sono «Save the World», «Connecting Cultures» ed «Empowering People», che si pongono anche come pratiche chiave per un presente che guarda al futuro, un orizzonte che appartiene alle giovani generazioni, a cui spettano diritto e responsabilità di trovare sguardi che lo rendano possibile. Un futuro che attinga al passato come risorsa e che ponga al centro un’alleanza comunitaria su tutti i livelli, «perché queste scuole d’arte sono fondamentali nell’ambito della società civile, sono i luoghi della formazione e dell’educazione, dell’incontro e della progettazione da affidare ai giovani, prosegue Bitonti. L’arte è una fonte di idee e suggestioni, ci stimola a immaginare nuovi orizzonti e possibili scenari per la nostra via e per il futuro della società». Una natura profetica, quella che Bitonti riconosce all’arte, alla creatività, «strumenti con cui provare a riconfigurare il presente nel segno di una modalità dialogica aperta, inclusiva e connessa».

ARWE, che si animerà di mostre, proiezioni, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop, fashion show, incontri e pratiche artistiche interdisciplinari, costituisce l’evento conclusivo del progetto INAR-Italian Network of Artistic Research e ARWE, finanziato dall’Unione Europea-Next Generation EU con le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’iniziativa è dedicata all’internazionalizzazione, alla valorizzazione e promozione dei percorsi di ricerca artistica come strumento di indagine, produzione di sapere e veicolo di innovazione sviluppati nelle istituzioni italiane di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). 

Il 25 maggio (apertura della settimana di eventi che si concludono il 30 maggio, mentre le mostre rimangono allestite sino al 6 giugno), alle ore 16 al Cinema Massimo saranno conferiti i premi di questa edizione, con l’Albertina International Award, una scultura realizzata da Gabriele Garbolino, che andrà a Michelangelo Pistoletto e a Stelarc.

Il programma è ricco di sguardi che mescolano le carte tra luoghi, culture e linguaggi. Quartiere generale l’Accademia Albertina (che già aveva ospitato nel 2015 e nel 2019 il FISAD-Festival Internazionale delle Scuole d’Arte e Design), dove grande attenzione verrà rivolta ai progetti che sono stati realizzati in networking tra le Accademie italiane, quell’«Atlante della creatività» che era stato presentato al Padiglione Italia di Expo Osaka 2025, risultato vincitore tra tutti gli altri padiglioni per l’attività messa in campo. «È l’onda dei giovani, la cui ricerca abbiamo voluto indirizzare verso le priorità della società contemporanea e le crisi internazionali in corso», dice ancora Bitonti.

Sulla mappa urbana eventi anche alle Residenze Reali Sabaude e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e alla Fondazione Merz, alle Gallerie d’Italia, Camera-Centro Italiano per la Fotografia, Pav, Mao-Museo di Arte Orientale, Museo Nazionale del Cinema e Museo Egizio, ma anche al Teatro Stabile, Teatro Regio, Teatro Astra, Fondazione Teatro Ragazzi e Cirko Vertigo, e poi al Circolo dei lettori e al Pastis Torino, locale che da anni accoglie iniziative di docenti e studenti dell’Accademia nel progetto Casa Accademia.

L’ARWE si presenta quindi come una grande festa, dove l’arte è una casa comune, un luogo che accoglie generazioni e pubblici diversi, dando ai giovani fiducia e positività per un futuro che a loro è delegato, da progettare anche con la creatività.

Salvo Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

Olga Gambari, 25 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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A Torino Arwe 2026: una grande festa, dove l’arte è una casa comune | Olga Gambari