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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliIl 15 gennaio era stata diffusa la notizia che le porte del Padiglione di Israele alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (9 maggio-22 novembre) quest’anno sarebbero state riaperte (nel 2024 rimase chiuso, Ndr) con il progetto «The Rose of Nothingness». Già allora l’Anga-Art Not Genocide Alliance aveva avanzato tramite il proprio profilo Instagram la richiesta di «escludere» il Paese dalla manifestazione, perché «non ci può essere spazio per la riparazione, la guarigione o il dialogo culturale finché lo Stato di Israele non sarà chiamato a rispondere dei propri crimini davanti alla giustizia».
Dopo le critiche sollevate dall’annuncio della partecipazione della Russia, ora l’Anga torna «all’attacco» pubblicando il 17 marzo una lettera aperta alla quale hanno aderito 187 artisti, curatori e operatori del settore artistico che parteciperanno alla Biennale di quest’anno indirizzata al Presidente e al Consiglio direttivo della Fondazione. Si tratta di «un rifiuto collettivo di permettervi di dare visibilità allo Stato israeliano mentre commette un genocidio. Facciamo questo a sostegno dei nostri colleghi artisti e operatori culturali in Palestina, in segno di solidarietà con la Palestina e nella profonda speranza di porre fine al genocidio sionista e all’apartheid in corso, e di vedere la rinascita di una Palestina libera».
Tra i firmatari, compaiono i nomi di: Caroline Dumalin, curatrice del padiglione belga, Miet Warlop, artista del padiglione belga, Rosana Paulino, artista del padiglione del Brasile, Veneta Androva, Gery Georgieva, Maria Nalbantova, Rayna Teneva, artisti del padiglione bulgaro, Martina Yordanova, curatrice del padiglione Bulgaria, Elise Lammer, curatrice di Catalonia in Venice, Claudia Pagès Rabal, artista di Catalonia in Venice, Jakub Jansa, artista del padiglione ceco e slovacco, Alex Selmeci e Tomáš Kocka Jusko, artisti del padiglione ceco e slovacco, Peter Sit, curatore del padiglione ceco e slovacco, Marina Xenofontos, artista del padiglione di Cipro, Dries Verhoeven, artista olandese specializzato in padiglioni fieristici, Rieke Vos, curatrice del padiglione olandese, Tawna Collective, artisti del padiglione dell’Ecuador, Armen Agop, artista del padiglione egiziano, Merike Estna, artista del padiglione Estonia, Yto Barrada, artista del padiglione francese, Unnar Örn, curatore del padiglione islandese, Ásta Fanney Sigurðardóttir, artista del padiglione islandese, Georgina Jackson, curatrice del padiglione irlandese, Isabel Nolan, artista del padiglione irlandese, Binna Choi, curatrice del padiglione coreano, Inga Lace, Adomas Narkevičius, curatori del padiglione della Lettonia, Eglė Budvytytė, artista del padiglione lituano, Aline Bouvy, artista del padiglione del Lussemburgo, Stilbé Schroeder, curatrice del padiglione del Lussemburgo, Charlie Cauchi, artista del padiglione di Malta, Margerita Pulè, curatrice del padiglione Malta, Raffaello Vella, artista del padiglione di Malta, Artivismo per il pensiero critico, artisti del padiglione nazionale di Nauru, Tori Wrånes, artista del padiglione nordico, Issela Ccoyllo, Matteo Norzi, curatori del padiglione Perù, Sara Flores, artista del padiglione del Perù, Bogna Burska, artista del padiglione Polonia, Ewa Chomicka, Jolanta Woszczenko, curatrici del padiglione polacco, Daniel Kotowski, artista del padiglione polacco, Alexandre Estrela, artista del padiglione Portogallo, Sophia Al-Maria, artista del padiglione del Qatar, Bugarin + Castle, artista del padiglione scozzese, Martin Baraga, Nika Grabar, Miloš Kosec, Nonument Group, artisti del padiglione Slovenia, Natasa Petresin-Bachelez, curatrice del padiglione Slovenia, Neja Tomšič, artista del padiglione sloveno, Asmaa Jama, artista del padiglione Somalia, Carolina Ciuti, assistente curatrice del padiglione spagnolo, Carles Guerra, curatore del padiglione spagnolo, Oriol Vilanova, artista del padiglione spagnolo, Gianmaria Andreetta, Luca Beeler, curatori del padiglione svizzero, Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance, Yul Tomatala, artisti del padiglione svizzero, Nilbar Güreş, artista del padiglione turco, Başak Doğa Temür, curatore del padiglione turco, Bana Kattan, curatrice del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, Tala Nassar, assistente curatrice del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, Thái Hà, curatore del padiglione dell’Uzbekistan, Manon Awst, Steffan Jones-Hughes, curatori del padiglione Cymru/Galles, Dylan Huw, artista del padiglione Cymru/Galles, Nazira Karimi, artista della mostra collaterale di Turandot, Orian Barki, Meriem Bennani, Chiara Carrera, Tai Shani, artisti della mostra collaterale «Se tutto il tempo è eternamente presente».
Della mostra «In Minor Keys» hanno firmato invece artisti e curatori tra cui: Sabian Baumann, Gabe Beckhurst Feijoo, Carolina Caycedo, BuBu de la Madeleine, Nolan Oswald Dennis, Rana Elnemr, Joy Episalla, Theo Eshetu, Rachel Fallon, Sofía Gallisá Muriente, Alexa Kumiko Hatanaka, Sohrab Hura, Alfredo Jaar, Mohammed Joha, Nina Katchadourian, Natalia Lassalle-Morillo, Florence Lazar, Lugas a dudas, Alice Maher, Hagar Ophir, Thania Petersen, Rajni Perera, Alan Phelan, Gala Porras-Kim, Tabita Rezaire, Rasha Salti, Marigold Santos, Carrie Schneider, Hala Schoukair, Cauleen Smith, Himali Singh Soin, David Soin Tappeser, Vera Tamari, Celia Vásquez Yui, Kemang Wa Lehulere, Carrie Yamaoka, Avital Beirach Barak, Tobias Koch, Fahad Mayet, Nour Kamel e Nat Raha.
A loro si aggiungono: Angela Abiodun, operatrice artistica, David Angeli, artista, Jennie Bergsli, operatrice artistica, MingJou Chen, artista, Antonia Eckardt, operatrice artistica, Erwan Ha Kyoon Larcher, artista, Dengling Levine, operatrice artistica, Leda Maiello, operatrice artistica, Redazione NERO, grafico, Noemi Palumbo, operatrice artistica, Marie Popall, operatrice artistica, Vittorio Porcelli, artista, Giorgia de Santi, operatrice artistica, Robert Thomas van den Berg, artista, Fernando Belfiore, operaio artistico del padiglione Austria, Stefan Marin Schneider, addetto artistico al padiglione austriaco, Meg Bagnall, addetta artistica del padiglione britannico, Dorothy Price, operatrice artistica del padiglione britannico, Louli Michaelidou, addetta artistica del padiglione di Cipro, Simomo Bouj, operaio artistico del padiglione olandese, Maarten Heijnens, operaio artistico del padiglione olandese, Diane Mahín, operatrice artistica del padiglione olandese, Maya Mertens, addetta artistica del padiglione olandese, Lisen Pousette, operaia artistica del padiglione olandese, Olivia Rivière, operaia artistica del padiglione olandese, Harald Stojan, addetto artistico del padiglione olandese, Lotta Räsänen, operaia artistica del padiglione estone, Celeste Burlina, artista del padiglione finlandese, Sara Mathiasson, operaia artistica del padiglione finlandese, Vanda Skácalová, operaia artistica del padiglione finlandese, Beth von Undall, addetta artistica del padiglione finlandese, Maria Wrang-Rasmussen, operaia artistica del padiglione estone, Greta Thorkelsdottir, addetta artistica del padiglione islandese, Cian O’Brien, addetto artistico del padiglione irlandese, Annamaria Ajmone, artista del padiglione italiano, Veza Fernandez, artista del padiglione italiano, Giulia Gaibisso, artista del padiglione italiano, Emma Saba, addetta artistica del padiglione italiano, Toni Steffens, addetta artistica al padiglione italiano, Erika Lastovskyte, operaia artistica del padiglione lituano, Marija Olšauskaitė, operaia artistica del padiglione lituano, Eugene Hannah Park, addetto artistico del padiglione coreano, Asiana Jurca Avci, operaia del padiglione sloveno, Urša Rahne, operaia artistica del padiglione sloveno, Seraphin Reich, artista del padiglione svizzero e Freya Dooley, addetta artistica del padiglione del Galles.
Infine, 28 persone hanno deciso di sostenere la causa anonimamente.
Per l’Anga, «il genocidio non può essere tollerato da un’istituzione che si propone di indagare e celebrare i valori umani incarnati dall’arte».