Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliRivoli (Torino). Mercoledì 21 giugno alle 17, con la conferenza «Knighthood: The Medium Strikes Back» della critica americana Rosalind Krauss (1941) si inaugurerà il Crri-Centro di Ricerca del Castello di Rivoli, nuovo dipartimento del museo guidato da Luca Cerizza, dedicato a studio e conservazione di materiali d’archivio di artisti, critici, curatori, galleristi e collezionisti italiani attivi dagli anni Sessanta. La Krauss è artefice di una vera e propria rivoluzione della critica d’arte contemporanea e moderna, effettuata mutuando concetti dal pensiero strutturalista e poststrutturalista. Ecco un’anticipazione del suo intervento: «Negli anni Sessanta ero affranta dal modo in cui l’arte concettuale aveva distrutto il principio cardine del modernismo: la necessità di portare avanti il medium linguistico stesso in cui l’artista stava lavorando. Duchamp fu promosso a santo patrono di questa “condizione post-mediale” e Marcel Broodthaers seguiva a breve distanza. L’opera di Broodthaers, intitolata Analyse d’un Tableau, esplorava il quadro ottocentesco Voyage on the North Sea: dalle sue baleniere al mare tempestoso, fotogramma dopo fotogramma. Ogni immagine faceva riferimento a un momento della storia del Modernismo: le onde che s’infrangono dipinte da Courbet, gli achrome lanosi di Manzoni; ogni momento di questa storia superava e sostituiva il suo predecessore, mentre la successione finale si fermava su un fotogramma che rappresentava un tessuto di tela bianca come il monocromo definitivo. La pittura stessa non era mai stata così brillantemente e sinteticamente capita e portata avanti. A partire da questo resoconto, ho eletto Broodthaers il primo dei miei cavalieri ad aderire alla giostra contro l’opprimente posizione post-mediale. Ci sono altri cavalieri che intendo presentare e analizzare al Castello di Rivoli: prima di tutto William Kentridge, seguito da Harun Farocki, Christian Marclay, James Coleman e Sophie Calle».
Alle 18,30, al termine della conferenza, nel teatro del Castello sarà proiettato il film di Giovanni Troilo sul murale lungo 550 metri e alto 10 metri, realizzato da William Kentridge a Roma sulle sponde del Tevere. Per entrambi gli appuntamenti, ingresso gratuito sino a esaurimento posti.
Rosalind Krauss in una fotografia del 1978 ca di Judy Olausen. Foto © Judy Olausen
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dal restauro della Scala d’Oro alla Biennale Arte: Matteo Morbidi racconta il dialogo della Maison tra memoria e ricerca contemporanea
Da grande porto del Mediterraneo romano a sito UNESCO: duemila anni di commerci, incontri e contaminazioni culturali lungo le direttrici che univano l’Adriatico all’Europa. Una memoria ancora visibile tra aree archeologiche, mosaici paleocristiani, musei ed eventi che raccontano una città crocevia di popoli, merci e culture
Il programma estivo del MaMbo celebra i cento anni dalla nascita del maestro fiorentino e della sua arte che percorre quella linea fra logica e intuito, istinto e natura. Nella Project Room del museo invece un’occhiata approfondita alle fotografie di Ghirri durante la sua collaborazione con Gianni Celati
Raffaello, Pontormo e Antonello da Messina vengono riuniti al Museo Nazionale dell’Abruzzo per una mostra che esplora la storia e gli artisti autoctoni in relazione alle produzioni più famose del periodo



