Particolare di due delle quattro lastre della bottega di Cervetari probabilmente risalenti ai decenni finali del VI secolo a.C.

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Particolare di due delle quattro lastre della bottega di Cervetari probabilmente risalenti ai decenni finali del VI secolo a.C.

Quattro lastre dipinte di Cerveteri si raccontano a Vetulonia

Le due importanti città-stato etrusche sono gemellate idealmente da ieri

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Redazione GDA

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Nel Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» si è aperta la mostra «Quadri etruschi raccontano. Il mito e il rito da Caere a Vetulonia. Un nuovo straordinario recupero della Guardia di Finanza» (fino al 5 maggio).

Lungo il percorso espositivo del vivace museo vetuloniese, diretto scientificamente da Simona Rafanelli, si potranno ammirare quattro lastre dipinte recuperate nell’agosto del 2019 dalla Guardia di Finanza in occasione di un’operazione a contrasto del commercio clandestino di reperti archeologici.
Esse, subito dopo il ritrovamento, sono state oggetto di un complesso restauro, eseguito da Antonio Giglio, e di uno studio portato avanti da Daniele Federico Maras, Rossella Zaccagnini e Leonardo Bochicchio: tutti funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.
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Gli studi hanno consentito di proporne una datazione nei decenni finali del VI secolo a.C. con attribuzione a una produzione ceretana. Non è stato possibile riferirle a un edificio particolare (o a più edifici) per la perdita del contesto originario, ma si è ipotizzata una loro provenienza dall’ambito urbano.

La lastra A reca la raffigurazione del duello mitico tra Achille e Pentesilea, la regina delle Amazzoni, che non viene raffigurata sconfitta, ma all’attacco dell’eroe secondo una sensibilità che può definirsi etrusca. La scena raffigurata sulla lastra B è stata interpretata come la gara tra la cacciatrice Atalanta e il suo pretendente Melanione o, in alternativa, si è ipotizzato che ci si possa trovare di fronte ad Apollo e Artemide. La lastra C presenta una figura femminile e un personaggio alato da interpretare come Hermes: dovremmo trovarci di fronte a un giudizio di Paride, che doveva essere completato in almeno una lastra diversa e non rinvenuta. Nella quarta, denominata D, è rappresentato un episodio di divinazione rituale con due aruspici di età differente e in colloquio tra loro.

Le lastre A, B e C sono uscite con ogni probabilità da una stessa bottega di Cerveteri sulla base dell’affinità stilistica, la lastra D potrebbe essere stata realizzata invece da un’officina differente, o, almeno, da un’artista meno dotato. Il catalogo della mostra è pubblicato da ARA edizioni, che curerà anche la realizzazione di un podcast.
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Redazione GDA, 28 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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