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Una veduta della mostra «Jean-Michel Basquiat: King pleasure» © Ivane Katamashvili

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Una veduta della mostra «Jean-Michel Basquiat: King pleasure» © Ivane Katamashvili

NY frenetica, dintorni inclusi

Il mondo dell’arte Usa è tornato vivo e in fermento

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Maria Sancho-Arroyo

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New York è di nuovo viva e il resto degli Stati Uniti la segue. Tutto è iniziato a Miami Art Basel, poi, dopo una breve pausa (per gentile concessione di Omicron), la scena artistica di New York è tornata con una rivincita: una non stop di inaugurazioni, mostre, conferenze e di grandi aste. Solo nella prima settimana di aprile New York ha visto l’apertura della Biennale del Whitney (6 aprile-5 settembre, da non perdere), una conferenza di due giorni «Talking Galleries» che ha riunito i principali operatori del settore e la nuova mostra «Jean-Michel Basquiat: King pleasure», organizzata dalle sorelle dell’artista al piano terra dello Starrett-Lehigh Building.

La stessa settimana, sulle rive del Lago Michigan, ha aperto i battenti Expo Chicago reclamando il suo posto come una delle principali fiere statunitensi e due settimane dopo è stato il turno della fiera d’arte di Dallas. Uno dei commenti ricorrenti in questi giorni è che nonostante i molti discorsi e le buone intenzioni maturati durante la pandemia per ridurre il numero di eventi a cui ognuno di noi avrebbe partecipato di persona, pochi mesi nella nuova normalità sono bastati per riprendere i ritmi frenetici di una volta.

Il secondo argomento più discusso è il fitto calendario delle fiere d’arte internazionali. L’autunno sembra particolarmente denso, con due nuovi arrivi: Paris+ e Frieze Seoul. Molti americani sono eccitati per la nuova iterazione di Art Basel a Parigi. Gli americani amano Parigi e la città è molto più attraente di Basilea, più facile da raggiungere, con una migliore infrastruttura alberghiera, gastronomica e culturale. Insomma, la fiera sarà la scusa perfetta per un salto nella città delle luci. In sintesi, due anni dopo le prime chiusure, il mondo dell’arte è tornato sull’aereo e sul terreno di gioco.

Resta però la difficoltà degli alti prezzi dei voli all’estero. La combinazione di un numero ridotto di voli come conseguenza della pandemia e dell’aumento del costo del carburante, sta rendendo i viaggi attraverso l’Atlantico molto costosi, anche se questo non sarebbe un problema per i collezionisti d’arte contemporanea disposti a spendere milioni per l’ultimo nuovo giovane artista di moda (costoro sono le persone a cui le fiere e le case d’asta tengono di più).

Il report sul mercato dell’arte pubblicato a marzo da Ubs Basel ha mostrato come i risultati globali del 2021 sono stati migliori non solo del 2020 (ovvio) ma anche del 2019. Resta da vedere che cosa succederà nella seconda metà del 2022; il primo trimestre ha portato buoni risultati all’asta, ma ora non sappiamo come e quanto la situazione geopolitica e l’andamento economico influenzeranno i flussi del mercato dell’arte.

Una veduta della mostra «Jean-Michel Basquiat: King pleasure» © Ivane Katamashvili

Maria Sancho-Arroyo, 13 maggio 2022 | © Riproduzione riservata

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