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Le antichità yemenite sono oggetto di saccheggio. Cortesia Reuters/Anees Mahyoub

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Le antichità yemenite sono oggetto di saccheggio. Cortesia Reuters/Anees Mahyoub

Il saccheggio dello Yemen

Le autorità del Paese devastato dalla guerra hanno chiesto aiuto all'Onu e all'amministrazione Trump per combattere le razzie di antichità

Redazione GdA

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Washington. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sta esaminando la richiesta pervenuta dal ministro della Cultura dello Yemen, Marwan Dammaj, per l’emanazione di un ordine d’emergenza sulla messa al bando dell’importazione di manufatti yemeniti.

Secondo il «New York Times», Dammaj si sarebbe recato a Washington e a New York per chiedere assistenza all’amministrazione Trump e all’Onu per combattere il saccheggio di antichità nel suo Paese devastato dalla guerra. Al momento non ci sono restrizioni all’accesso negli Stati Uniti di questo genere di materiale, a prescindere dalla sua provenienza o importanza storica.

Gli Houthi, un movimento politico-religioso dello Yemen del nord, stanno combattendo da quattro anni contro le forze governative sostenute dall’Arabi Saudita, cosa che ha portato a una crisi umanitaria devastante, ma anche a saccheggi su ampia scala dei musei nazionali.

Fonti ufficiali ritengono che i manufatti rubati vengano venduti dai combattenti Houthi e da gruppi terroristici come Al-Qaeda e Isis, infiltrati nel Paese. Dammaj ha fornito ai funzionari statunitensi un elenco di 1.631 oggetti mancanti nei musei yemeniti, tra i quali figurine in avorio dall’antico regno di Saba, monete d’oro romane e manoscritti ebraici. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno emanato ordini urgenti per manufatti provenienti da Iraq, Siria, Libia e Mali.
 

Le antichità yemenite sono oggetto di saccheggio. Cortesia Reuters/Anees Mahyoub

Redazione GdA, 14 agosto 2019 | © Riproduzione riservata

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Il saccheggio dello Yemen | Redazione GdA

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