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I nuovi Barberini tedeschi

Giovanni Pellinghelli del Monticello

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Nell’autunno 2016 aprirà a Potsdam, Berlino, il Museum Barberini, nell’omonimo palazzo in fase di ricostruzione, secondo gli antichi disegni, su progetto dello studio di architetti Hilmer & Sattler Architekten (Ahlers Albrecht) per iniziativa degli industrialiAbris Lelbach e Hasso Plattner

Il palazzo sorgerà sui resti del Palast Barberini costruito nell’Alter Markt, accanto allo Stadtschloss (ambedue distrutti dai bombardamenti del 1945) nel 1772 dall’architetto Carl von Gontard per Federico II di Prussia che lo volle identico al Palazzo Barberini di Roma per farne sua residenza personale in città. Dal 1845, Federico Guglielmo IV ne fece la sede della Kunst- und Wissenschaftlicher Verein (Associazione delle Arti e Scienze). Continuando in questa vocazione artistica, il Museum Barberini ospiterà la collezione di Hasso Plattner, magnate dell’industria informatica tedesca.

Cofondatore della Sap Ag di cui è stato presidente operativo fino al 2003, da quell’anno si è dedicato alle sue attività di mecenate, spaziando dalla fondazione di due centri universitari di scienze informatiche a Potsdam e a Palo Alto (California), al patrimonio architettonico tedesco (20milioni di euro per la ricostruzione dello Stadtschloss nel 2007), alla lotta contro l’Aids in Africa e all’arte contemporanea.

La sua collezione si focalizza sull’arte del secondo ’900 della ex Germania dell’Est, in primis la Scuola di Lipsia, dagli inizi negli anni ’60 fino agli epigoni degli anni ’90: fra le opere più note della collezione, la scultura in bronzo di Wolfgang Mattheuer «Der Jahrhundertschritt» (Il passo del secolo, 1984).
Per il nuovo Museum Barberini è già stata nominata la direttrice, Ortrud Westheider, che da aprile 2016 lascerà la direzione del Bucerius Kunst Forum di Amburgo.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, 16 marzo 2016 | © Riproduzione riservata

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