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Holbein trasloca

 Per ovviare alla chiusura per ristrutturazione del Kunstmuseum di Basilea il Museum der Kulturen presenta fino al 28 febbraio 2016 i pezzi forti della collezione di antichi maestri nella mostra «Holbein. Cranach. Grünewald. Capolavori dal Kunstmuseum di Basilea». La fama mondiale del Kunstmuseum Basel si deve essenzialmente alla collezione delle opere di Hans Holbein il Giovane, la più ricca al mondo in un unico museo. Del resto, fu proprio a Basilea che il genio di Holbein raggiunse la piena espressione e maturità e le sue opere sono state alla base della costituzione del museo, ampliatosi poi con altre di maestri del Tardo Medioevo e del Rinascimento. La mostra riunisce quindi opere di Konrad Witz (1400?-1446), pittore tedesco stabilitosi a Basilea ma presente anche a Ferrara e Firenze, fra cui il suo capolavoro, l’incompleto polittico dell’«Altare della Salvezza» (1430-35), dalla complessa e non ancora completamente interpretata iconologia fra Antico e Vecchio Testamento, quelle di Hans Holbein il Giovane (ben 11 opere, dal «Ritratto di Erasmo da Rotterdam» alla «Deposizione», alla «La moglie dell’artista con i due figli maggiori», nella foto) e dell’altrettanto famoso padre Hans Holbein il Vecchio (sue le due versioni della «Morte di Maria», 1490 e 1501), la «Crocefissione» di Matthias Grünewald, le scene sacre e profane di Hans Baldung Grien, il «Giudizio di Paride» e il «Ritratto di Martin Lutero» di Lucas Cranach nonché i lavori di due artisti svizzeri che hanno avuto ruolo fondante nel diffondere Oltralpe l’estetica del Rinascimento: il bernese Niklaus Manuel detto «il Tedesco» (1486-1530), pittore, poeta, riformatore e statista, e Tobias Stimmer (1539-84) della famiglia di artisti di Sciaffusa. 

Redazione, 21 luglio 2015 | © Riproduzione riservata

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Holbein trasloca | Redazione

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