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Particolare di una fotografia scattata da Giacomo Puccini in Egitto

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Particolare di una fotografia scattata da Giacomo Puccini in Egitto

Giacomo Puccini dalla musica alla fotografia

Lucca rende omaggio al grande compositore attraverso immagini inedite

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Delle tante passioni (le donne, le case, le automobili, i viaggi...) coltivate da Giacomo Puccini (Lucca, 1858-Bruxelles, 1924) oltre alla musica, la meno nota è quella che lo legò alla fotografia, praticata con un raro modello di Kodak che gli consentiva di scattare immagini panoramiche. Ottanta sue fotografie originali, mai esposte prima, accompagnate da altre immagini inedite da lui scattate, digitalizzate e riprodotte, e da suoi ritratti (questi, dunque, opera d’altri) sono esposte dal 16 febbraio al primo aprile nella mostra intitolata, con un omaggio a «Tosca», «“Qual occhio al mondo”. Puccini fotografo», e curata, nel centenario della morte del compositore, da Gabriella Biagi Ravenni, Paolo Bolpagni e Diana Toccafondi per la Fondazione Ragghianti di Lucca.
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A ospitarle è la Sala dell’affresco del quattrocentesco Complesso di San Micheletto, dove la Fondazione ha sede dal 1981, quando fu istituita dai due grandi storici dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti e Licia Collobi, sua moglie: ancora una volta, una mostra originale per il tema, inedita per i materiali presentati e ricca di storie da raccontare, come quelle cui ci ha felicemente abituati la Fondazione diretta da Paolo Bolpagni e presieduta da Alberto Fontana. A rendere possibile il progetto, supportato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, partner di Fondazione Ragghianti, è stato il sodalizio con la Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini, che ha sede a Torre del Lago, nella villa che abitò con la famiglia, e il Centro studi Giacomo Puccini di Lucca, da cui proviene la gran parte delle immagini esposte.

Diviso in tre sezioni tematiche, il percorso, che esibisce anche la sua Kodak, si apre con i luoghi amati e frequentati da Puccini: Torre del Lago, dove è sepolto nella cappella della Villa Museo; Chiatri (in un’immagine scattata qui, Puccini fotografa la sua ombra proiettata sulla strada); Boscolungo; Ansedonia; Viareggio (c’è la spiaggia con le cabine su palafitte, proprio come nei «Bagni misteriosi» di Giorgio de Chirico), ponendo l’accento sulle dimore che amava costruirvi, salvo poi abbandonarle, come accadde alla Torre della Tagliata ad Ansedonia, un edificio di origine etrusca presto lasciato perché non ne sopportava l’isolamento. Insieme a una serie di scatti originali, stampati in maggioranza con la tecnica dell’aristotipia, è esposto qui anche un album composto da lui stesso.
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Ecco poi i viaggi in Europa, nell’America del Nord e del Sud e in Egitto, di cui documentò panorami e popolazioni ma anche le traversate in mare per raggiungerli. Da ultimo, i ritratti, fra i quali uno del suo volto moltiplicato e ripreso da diverse angolazioni (1908), opera di Michele Schemboche, Roma, allievo di Nadar e fotografo della famiglia reale italiana, così simile al celebre scatto «Io noi Boccioni» (tradizionalmente datato 1907, ma per Giovanni Lista del 1905-1907), il multiritratto a specchi del grande futurista.

Ada Masoero, 14 febbraio 2024 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

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