Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliRiportare la «Madonna Rucellai» di Duccio di Buoninsegna nella Basilica di Santa Maria Novella? Questa non manca di pubblico pagante per vedere capolavori di Giotto, Masaccio, Paolo Uccello: la chiesa è già di per sé un museo. Andrea De Marchi si era detto favorevole sul principio, mostrandosi però dubbioso sulla possibilità di ricontestualizzare il dipinto.
Anche Giovanna Ragionieri, autrice di una monografia su Duccio nel 1989 e collaboratrice della grande mostra sul maestro a Siena del 2003, solleva alcune perplessità (già espresse nel 2004): «La pala fu commissionata nel 1285 dalla Compagnia dei Laudesi e probabilmente fu posta nella loro cappella, che però ha subito enormi trasformazioni, spiega, e non si capisce dove la Madonna potrebbe essere ricollocata. Sull’altare c’è la pala di Giorgio Vasari, alle pareti affreschi dello stesso Duccio e di Dalmasio, in un contesto decorativo settecentesco. Un’altra ipotesi è che la Madonna si trovasse, con il “Crocifisso” di Giotto, sul tramezzo ora smontato al termine delle navate, laddove è stata infatti ricollocata la Croce del maestro fiorentino, sospesa tramite cavi. Ma dove mettere la pala di Duccio?».
La «Madonna» di Duccio è calata, dal 1956, in un contesto museale altamente storicizzato: la sala degli Uffizi in cui è ora esposta, infatti, con il soffitto a capriate come quello di una chiesa, fu progettata da Ignazio Gardella, Giovanni Michelucci e Carlo Scarpa, proprio per accogliere le «Maestà» di Cimabue, Duccio e Giotto, dando vita a una lezione di Storia dell’arte «da manuale» per intendere uno snodo fondamentale dell’arte del Trecento italiano.
«Ci sono state alcune modifiche nel tempo, specie per quanto riguarda i dipinti di minori dimensioni, ma se si togliesse ora la Madonna Rucellai lo spazio dovrebbe essere del tutto ripensato». «Un così importante trasferimento, aggiunge la Ragionieri, rischia anche di innescare una reazione a catena per riportare le opere nel contesto di provenienza pubblico o privato, come avviene con i marmi del Partenone conservati al British ma sempre rivendicati dai musei ateniesi».
In teoria la «Primavera» di Botticelli potrebbe essere riportata nella villa di Castello sulle colline di Firenze...
La «Madonna Rucellai» di Duccio di Buoninsegna (particolare)
Giovanna Ragionieri
Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Al Forte Belvedere di Firenze il programma espositivo punta sulla riflessione sui conflitti e la crisi della civiltà umanistica
Nelle sale della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca fotografie, dipinti, sculture, abiti, arredi e materiali di archivio per un dialogo ideale tra due donne che scelsero la Villa Reale di Marlia come luogo di mecenatismo
All’Accesso Galleria di Pietrasanta la prima mostra personale in Italia dell’artista che ha voluto cogliere del paesaggio, apparentemente inerte, la realtà di organismo in continua trasformazione, attraversato da processi geologici lenti e continui, spingendo noi osservatori a una disposizione contemplativa, non più molto seguita
In occasione di Pitti Uomo 110 all’ex Teatro dell’Oriuolo un progetto espositivo e installativo dello IED che esplora il dialogo tra moda, arti visive e pratiche editoriali


