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La Sala delle Grisaglie nel Museo Manzoniano di Villa Manzoni

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La Sala delle Grisaglie nel Museo Manzoniano di Villa Manzoni

Dentro Villa Manzoni

Riaperta la residenza della famiglia paterna dello scrittore lombardo

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Lecco. Dopo il lungo restauro e il riallestimento delle sale espositive, ha riaperto il Museo Manzoniano di Villa Manzoni, residenza per due secoli della famiglia paterna di Alessandro Manzoni (1785-1873). Qui è documentata, sin dal 1621, la presenza del ricco trisavolo Giacomo Maria Manzoni e qui, nel 1736, nacque il padre di Alessandro, don Pietro, che la rimaneggiò secondo il gusto neoclassico. Lo scrittore vi trascorse lunghi soggiorni fino al 1818, quando vendette tutti i suoi possedimenti lecchesi alla famiglia Scola e si trasferì a Milano, nella casa di via Morone da poco acquistata, e a Brusuglio, nella villa ereditata da Carlo Imbonati, compagno della madre Giulia Beccaria.

Il nuovo percorso espositivo del Museo Manzoniano (diretto, con i Musei di Palazzo Belgiojoso, da Mauro Rossetto e da Barbara Cattaneo, direttore delle Gallerie d’Arte del Sistema museale lecchese) è stato progettato da Massimo Negri, dello studio d’architettura Diennepierre Associati, con l’intento di coniugare la duplice natura di casa museo e di museo letterario. L’indifferibile restauro (consolidamento statico e rifacimento degli impianti compresi) ha interessato il piano nobile, dove si sono scoperti affreschi del XVIII secolo e sono state recuperate alcune sale prima chiuse al pubblico.

Nel percorso sono esposti mobili, cimeli e suppellettili d’epoca (c’è anche la culla di vimini di Alessandro Manzoni), opere d’arte e documenti d’archivio, accompagnati anche da supporti multimediali. Sul versante letterario si ripercorrono le vicende creative dei Promessi sposi (avviati però dopo la vendita della villa), dalle prime stesure del Fermo e Lucia alle edizioni del 1827 e 1840, e si mette in luce l’immediata fortuna editoriale del romanzo (con una vasta selezione di prime edizioni italiane e straniere), senza dimenticare la ricca produzione iconografica che ispirò (dipinti, oggetti, fotografie, illustrazioni, ma anche cartoline, fotoromanzi, fumetti, cinema, televisione).

Nuove le teche, con climatizzazione passiva con silica gel; nuovi gli apparati didattici; rinnovati anche i servizi (biglietteria online, bookshop e, a breve, tablet e audioguide: è in corso la raccolta fondi), e arricchiti i servizi educativi e le attività divulgative. Il tutto, con un investimento di un milione di euro, stanziato da Mibact, Fondazione Cariplo e amministrazione locale, in attesa di procedere al restauro della pinacoteca e del giardino, e di riottenere l’inserimento nell’elenco della Regione dei Musei in Lombardia, da cui la villa era stata espunta per il grave degrado.
 

Ada Masoero, 15 gennaio 2020 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

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Dentro Villa Manzoni | Ada Masoero

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