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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliElisa Montessori si è laureata in lettere all’università di Roma, dove vive e lavora. Raffinata nel segno e nella composizione, la ricerca di Elisa Montessori intreccia due mondi, quello segnico e visivo tipico delle ricerche visuali occidentali, e quello nascosto e spirituale d’Oriente. Il suo è un lavoro su materia e segno, due elementi che hanno una lunga tradizione nell’arte del Novecento: «lavorare per me è il desiderio di eliminare».
Elisa Montessori nel corso della sua intera vita ha continuato a produrre opere basate sui concetti di accumulazione e sottrazione. La tela è innanzitutto una pagina bianca, concetto chiave visti i continui intrecci delle opere dell’artista con letteratura e poesia. Su questa pagina bianca si intessono temi spesso a cavallo tra femminilità e natura, racconti mitologici e corrispondenze con testi letterari; il lavoro di Elisa Montessori è un viaggio nella mente, nella memoria del mondo e nelle emozioni.
In questo fiume carsico che è il suo lavoro, l’opera non è un punto, è piuttosto una sequenza. Come in un libro (l’artista ne ha scritti tanti), che è uno spazio fortemente dinamico, di pagina in pagina, le sue opere prendono il tempo del fruitore, con una lettura prima superficiale e successivamente profonda di tutti i suoi livelli di lettura.
Come si diceva, l’Oriente per lei diviene vera filosofia di vita, a partire dagli anni ‘70 quando introduce tendenze minimal nel proprio lavoro, con un infittirsi e diradarsi di segni netti sul bianco della carta. Arriva poi alla sintesi della linea unica di «Orizzonte», per poi tornare a pitture d'intensi colori, definendo mondi fluttuanti.
Partecipa nel 1982 alla Biennale di Venezia con la serie de «La Montagna di Seghers»: grandi carte intelate su cui esegue segni che suggeriscono paesaggi. Questo movimento ritmico nel proprio lavoro si estenderà per tutta la propria produzione, anche quando, nei suoi molti acquerelli, illustrerà molte opere letterarie, da Shakespeare a Sylvia Plath, da Derek Walcott a Su-Ling, proprio sul ritmo d'intersecazioni della musica per frequenze casuali di John Cage.
Tra le mostre più importanti, nel 1982 partecipa alla XL Biennale di Venezia «Aperto ‘82/tempo», a cura di Tommaso Trini. Nel 1993 Palazzo delle Esposizioni a Roma, «Omaggio a Ingeborg Bachmann» con G. Beitling. Nel 1999 espone all’Università La Sapienza di Roma - Museo laboratorio di Arte contemporanea «Elisa Montessori. Quando il segno diventa suono», a cura di C. Terenzi.
Nel 2006 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma con «Elisa Montessori. Shanghai Blues» a cura di L. Velani. Nel 2007 Biblioteca Angelica – Galleria Angelica di Roma, «Elisa Montessori. Libri Ibridi» dove espone un centinaio di volumi «ibridi»: libri di piccole e medie dimensioni, taccuini, quaderni e album. Nel 2009 partecipa alla 53 Biennale di Venezia «Fare Mondi/ Making Worlds» diretta da Daniel Birnbaum.
Elisa Montessori, Genova, 1931
• Monitor
• Prezzi: € 7.500-25.000
CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021
Elisa Montessori
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