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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIn coincidenza con la settimana dell'arte parigina, dal 23 al 25 ottobre 2026 gli spazi al civico 116 di rue de Turenne, nel terzo arrondissement di Parigi, accoglieranno la settima edizione di Menart Fair. La manifestazione internazionale, fondata nel 2021 da Laure d'Hauteville e interamente dedicata alla scena artistica moderna e contemporanea del Medio Oriente e del Nord Africa, torna ad approfondire le ricerche visive di queste regioni attraverso la selezione di circa cento artisti presentati dalle rispettive gallerie di riferimento.
Il percorso curatoriale di quest'anno si sviluppa attorno all'interrogativo «Where is home?», invitando a riflettere sul significato profondo di casa in un contesto geopolitico e sociale segnato da mobilità, diaspore, sovrapposizioni identitarie e trasformazioni territoriali. L'appartenenza viene così esplorata non come uno spazio fisico statico o un punto d'origine immobile, ma come un centro di gravità in continua ridefinizione tra memoria, lingua, corpo e trasmissione d'affetti.
L'indagine sulla nozione di sradicamento e ricostruzione trova espressione in diverse opere e linguaggi visivi portati in fiera. Tra i lavori presentati spicca l'opera «Beirut is back and it’s beautiful, Beirutopia» realizzata nel 2016 da Randa Mirza, affiancata dalla tela a tecnica mista di Zena Assi intitolata «Humming Birds over my City», risalente al 2022 e proposta dalla Galerie Tanit. La pittura a acrilico su tela di Abd Kasha, intitolata «The way back is closed (I)» e datata 2025, viene invece presentata dalla galleria libanese Kalim Bechara Art Gallery, testimoniando la vitalità espressiva delle ricerche pittoriche contemporanee della regione.
Abd Kasha, The way back is closed (I) , 2025, acrylique sur toile, 150 x 201 cm. Courtesy de Kalim Bechara Art Gallery, (Beyrouth, Liban)
Menart Fair 2025 © The Social Medium
Uno dei punti centrali della settima edizione è rappresentato dal focus della Project Room, quest'anno interamente dedicato alla scena artistica contemporanea algerina. Il progetto curatoriale è affidato a Wassyla Tamzali, figura di spicco del femminismo mediterraneo, saggista e avvocata nata a Bejaia nel 1941, già direttrice dei programmi sui diritti delle donne all'UNESCO. Dopo aver fondato ad Algeri nel 2015 il centro d'arte indipendente Les Ateliers Sauvages negli spazi di un'ex area industriale di cinquecento metri quadrati nel cuore della capitale, Tamzali porta a Parigi la ricchezza di un laboratorio d'espressività e residenza artistica che ha ospitato negli anni decine di autori internazionali.
Il progetto di Menart Fair si inserisce nell'articolata traiettoria professionale della sua direttrice Laure d'Hauteville, attiva tra la Francia e il Medio Oriente dal 1991 e pioniera nell'organizzazione di fiere di settore nella regione. Dopo aver ideato a Beirut la fiera Artuel nel 1998, curato le edizioni della piattaforma JABAL, co-diretto i primi appuntamenti di ArtParis ad Abu Dhabi tra il 2007 e il 2008 e guidato il Beirut Art Fair dal 2010 al 2019 e la Singapore Art Fair nel 2014, d'Hauteville ha strutturato l'appuntamento parigino per offrire una vetrina di rilievo a gallerie e collezionisti nel mercato internazionale dell'arte contemporanea.
Zena Assi, Humming Birds over my City, 2022, Techniques mixtes sur toile, 160 x 90 cm. Courtesy de la Galerie Tanit (Munich, Allemagne // Beyrouth, Liban)
Camilla Sordi
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