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Redazione
Leggi i suoi articoliVittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma per un’insufficienza respiratoria. Le sue condizioni rimangono delicate. Nella serata di giovedì 1° ottobre è arrivato il primo aggiornamento medico ufficiale: il quadro, «pur critico», viene definito «attualmente stabile». Sgarbi era stato trasportato d’urgenza in ospedale mercoledì.
Il critico e storico dell’arte, già sottosegretario alla Cultura e più volte parlamentare, ha 74 anni. A seguire il ricovero è il dipartimento di Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione diretto dal professor Massimo Antonelli, che guida anche l’Unità operativa complessa di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e Tossicologia Clinica del Gemelli. Nel pomeriggio è arrivata in ospedale anche la figlia Evelina Sgarbi, che ha potuto vedere il padre per alcuni minuti in terapia intensiva. «Sono sconvolta. L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema», ha successivamente dichiarato in una nota. Il suo avvocato, Lorenzo Iacobbi, aveva confermato la delicatezza del momento auspicando un miglioramento nelle ore successive.
Il nuovo ricovero arriva dopo un periodo particolarmente complesso per la salute di Sgarbi. Nel 2025 era stato già ricoverato al Gemelli in seguito a una grave sindrome depressiva, della quale aveva successivamente parlato pubblicamente, accompagnata da un forte dimagrimento. Lo stesso critico aveva raccontato di essere arrivato a pesare 59 chili.
Sgarbi aveva descritto in prima persona quella condizione, raccontando per la prima volta una depressione che aveva profondamente modificato la sua quotidianità. Negli ultimi mesi aveva tuttavia progressivamente ripreso l’attività pubblica. A maggio era intervenuto a Ferrara in occasione delle celebrazioni per i 150 anni del «Corriere della Sera»; a luglio era stato ospite a Bergamo della Milanesiana, il festival diretto dalla sorella Elisabetta Sgarbi; ancora ad agosto era tornato a Rovereto per parlare del futuro del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, di cui è presidente. La sua storia clinica comprende anche altri episodi importanti. Nel 2021 Sgarbi aveva reso noto di essere in cura per un tumore alla prostata; nel 2016, durante un viaggio, un’ischemia aveva reso necessario il ricovero urgente a Modena e un intervento di angioplastica coronarica.
Figura tra le più riconoscibili e insieme controverse della cultura italiana degli ultimi decenni, Sgarbi ha costruito la propria presenza pubblica tenendo costantemente insieme storia dell’arte, divulgazione, televisione, attività istituzionale e politica. Al di là del personaggio mediatico, rimane lo studioso che ha dedicato una parte rilevante della propria attività alla riscoperta, all’attribuzione e alla divulgazione dell’arte italiana, con particolare attenzione alla pittura antica. È anche per questo che il nuovo ricovero riguarda direttamente il sistema culturale italiano. Negli ultimi anni, nonostante le condizioni di salute, Sgarbi aveva continuato a mantenere incarichi e una presenza nel dibattito sull’arte e sui musei, a partire dalla presidenza del Mart. Per il momento, tuttavia, ogni considerazione lascia spazio alle indicazioni provenienti dal Gemelli. Il dato medico ufficiale resta quello diffuso nella serata del 1° ottobre: le condizioni di Vittorio Sgarbi sono critiche, ma stabili.
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