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Redazione
Leggi i suoi articoliIl restauro del Colosseo entra nella sua fase conclusiva, segnando un importante passo nel piano di valorizzazione finanziato con 25 milioni di euro da Diego Della Valle e dal gruppo Tod’s. In attesa dell’ultimo tassello, il centro servizi progettato dallo studio Stefano Boeri Architetti, l’attenzione si sposta sull’architettura della luce.
A firmare il nuovo progetto di illuminazione artistica è Francesca Storaro, figlia d’arte di Vittorio, direttore della fotografia italiano, vincitore di tre premi Oscar, per «Apocalypse Now», «Reds» e «L’ultimo imperatore». L’intervento punta a superare la storica e tenue tonalità rosa-arancione che per decenni ha caratterizzato le notti romane, introducendo un nuovo linguaggio visivo. Grazie alla sostituzione di 120 proiettori con apparati a Led di nuova generazione, collocati sulla base in travertino e sotto i fornici inferiori, la luce (modulabile sia nel bianco caldo sia in un’ampia palette cromatica) definirà una trama inedita, rivelando dettagli plastici ed elementi strutturali mai visti prima.
Diretta in stretta sinergia con il Parco archeologico del Colosseo, l’opera è stata condotta con la massima riservatezza per preservare l'impatto scenografico. I nuovi corpi illuminanti, più potenti ed efficienti, avvolgeranno la mole dell’Anfiteatro Flavio a partire dal 9 ottobre, data ufficiale della cerimonia d’inaugurazione alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
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Oliver Riedl aveva già trovato alcune monete d’argento in un campo di Wesseling, a sud di Colonia, quando il suo metal detector ha continuato a segnalare qualcosa sotto il terreno. Gli archeologi chiamati sul posto hanno riportato alla luce quasi 1.000 denari romani per 3,1 chilogrammi d’argento: è il più grande tesoro monetale di questo periodo scoperto finora in Germania. La moneta più antica risale addirittura al 148 a.C.
Donato dall’artista, questo pezzo unico diventerà il cuore pulsante della terza edizione di «Chiamiamola per nome», la Charity Dinner dell’Irccs-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. I proventi raccolti dall’asta finanzieranno la ricerca per offrire risposte e diagnosi a pazienti e famiglie
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