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Palazzetto Marcello

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Palazzetto Marcello

Una nuova casa per l’arte a Venezia. Luca Bertolo inaugura Palazzetto Marcello

A pochi passi da Campo Santa Maria Formosa, Palazzetto Marcello apre il 5 novembre come nuovo spazio espositivo veneziano, dopo un intervento di restauro curato da Studio 91. Il progetto nasce dalla collezione costruita in oltre vent’anni da Gianrico Specchio intorno alle relazioni tra arti visive, design e architettura dal secondo Novecento a oggi. A inaugurarlo sarà L’inizio ci assale, personale di Luca Bertolo curata da Elena Volpato, visitabile fino al 14 febbraio 2027.

Pasquale Ruocco

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Venezia aggiunge un nuovo indirizzo alla propria geografia dell’arte contemporanea. Il 5 novembre 2026 apre al pubblico Palazzetto Marcello, edificio in Calle del Dose, nel sestiere di Castello, a pochi passi da Campo Santa Maria Formosa, restituito alla città dopo un intervento di restauro. Non sarà semplicemente la sede permanente di una raccolta privata: il progetto nasce con l’intenzione di trasformare il palazzo in uno spazio espositivo attivo, costruendo intorno alla collezione un programma di mostre temporanee e mettendo in relazione il patrimonio storico e architettonico dell’edificio con la produzione contemporanea.

A promuovere il progetto è Gianrico Specchio, collezionista che in oltre vent’anni ha costruito una raccolta concentrata sulle connessioni tra arti visive, design e architettura dagli anni Cinquanta a oggi. È proprio il passaggio dalla dimensione privata del collezionismo a quella pubblica dell’esposizione a costituire l’aspetto più interessante dell’operazione. La collezione non viene infatti presentata come un insieme chiuso di opere da conservare e periodicamente mostrare, ma come il punto di partenza per produrre nuove relazioni, mostre e occasioni di confronto. Una concezione che intercetta una trasformazione ormai evidente nel collezionismo contemporaneo: il collezionista non si limita più necessariamente ad acquistare e custodire, ma può diventare produttore di cultura, costruendo luoghi, programmi e occasioni di ricerca intorno alle opere raccolte.

La scelta di Venezia amplifica inevitabilmente questa ambizione. Palazzetto Marcello nasce in una città che possiede una delle più alte concentrazioni internazionali di musei, fondazioni e collezioni private, ma sceglie una posizione leggermente defilata rispetto alle direttrici più immediatamente turistiche. Santa Maria Formosa conserva infatti una forte dimensione residenziale e, contemporaneamente, si trova all’interno di una geografia culturale particolarmente densa, nella quale operano istituzioni come la Fondazione Querini Stampalia e Palazzo Grimani. L'intenzione dichiarata è inserirsi in questo tessuto senza trasformare il palazzo in un semplice contenitore espositivo, cercando piuttosto un rapporto continuativo con la città e con il suo sistema culturale.

Gli ambienti destinati alle esposizioni occupano il piano terra e il piano nobile. Il progetto di restauro è stato curato da Studio 91 e seguito dalle architette Laura Zamboni ed Emma Madinelli, mantenendo una configurazione degli spazi aperta e flessibile, pensata per poter cambiare in relazione alle opere e ai programmi futuri. Anche da questo punto di vista l'architettura viene considerata parte del progetto culturale: non una cornice neutrale nella quale inserire una successione di mostre, ma una presenza con cui gli interventi contemporanei saranno chiamati di volta in volta a confrontarsi.

A misurarsi per primo con il palazzo sarà Luca Bertolo (Milano, 1968), protagonista della mostra inaugurale L’inizio ci assale, curata da Elena Volpato e aperta dal 5 novembre 2026 al 14 febbraio 2027. Il progetto è stato concepito appositamente per il nuovo spazio e occuperà le sale del piano terra e del piano nobile. La scelta di inaugurare con una personale, anziché con una presentazione celebrativa della collezione, chiarisce la direzione che Palazzetto Marcello intende assumere: non tanto mostrare ciò che è già stato raccolto, quanto utilizzare il patrimonio e gli spazi come strumenti per produrre nuovi progetti. È una distinzione significativa soprattutto a Venezia, dove negli ultimi decenni il rapporto tra patrimonio storico, collezionismo privato e contemporaneo ha generato una costellazione sempre più articolata di fondazioni e spazi espositivi. La città offre condizioni quasi irripetibili: una densità architettonica eccezionale, una presenza internazionale alimentata dalla Biennale e un patrimonio immobiliare storico che può trasformarsi in infrastruttura culturale. Ma proprio questa abbondanza rende più difficile l'ingresso di ogni nuovo soggetto.

Pasquale Ruocco, 05 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Pasquale Ruocco

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