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L’effetto di una delle esplosioni occorse nel conflitto tra Iran e Usa

Foto: picture alliance / Associated Press | Uncredited

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L’effetto di una delle esplosioni occorse nel conflitto tra Iran e Usa

Foto: picture alliance / Associated Press | Uncredited

Una mappa delle distruzioni culturali nel conflitto in corso in Medio Oriente

Gli sforzi compiuti da organismi locali e internazionali per proteggere i siti vulnerabili in conformità con il diritto internazionale non sono riusciti a preservare da danni alcuni tesori di grande importanza

Nell’ambito del conflitto in corso in Medio Oriente, le esplosioni in Iran, Israele e diverse nazioni si sono susseguite per settimane, da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato ad attaccare l’Iran il 28 febbraio, uccidendo Ali Khamenei, guida suprema del Paese. Per parte sua, Teheran ha lanciato attacchi in nove Paesi, sebbene la maggior parte sia stata intercettata. Al momento della pubblicazione, i rapporti indicano circa 1.500 morti in Iran, almeno 18 in Israele, 13 soldati statunitensi e 21 negli Stati del Golfo.

Oltre alle vittime umane militari e civili causate dal conflitto, anche i siti del Patrimonio culturale sono finiti nel fuoco bellico. Gli sforzi compiuti da organismi locali e internazionali per proteggere i siti vulnerabili in conformità con il diritto internazionale non sono riusciti a preservare da danni alcuni tesori di grande importanza, come il Palazzo Chehel Sotoun a Isfahan e il Palazzo Golestan a Teheran. Nel solo territorio dell’Iran si stima che ad oggi siano stati danneggiati oltre 114 siti culturali e storici.

«Le città e i civili sono bersaglio di una distruzione su vasta scala e i monumenti storici sembrano essere distrutti o danneggiati in modo indiscriminato», ha dichiarato alla stampa Sussan Babaie, docente presso il Courtauld Institute of Art di Londra, dove insegna arte iraniana e islamica. La studiosa ha ricordato i 26 siti Patrimonio dell’Umanità Unesco presenti in Iran, che sono «testimonianza della profonda storia della civiltà sull’altopiano iranico».

All’indomani dei potenti attacchi sferrati contro la storica città iraniana di Isfahan, il suo governatore Mehdi Jamalinejad ha affermato che sono stati inflitti gravi danni anche dopo che erano stati posizionati scudi blu sui tetti degli edifici di importanza culturale. Si tratta di un segnale riconosciuto a livello internazionale ai sensi della Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. Anche l’Unesco ha espresso la propria preoccupazione per i danni subiti dal Palazzo Golestan a Teheran, affermando di aver comunicato le coordinate dei siti del Patrimonio Mondiale «a tutte le parti interessate».

Tra le altre organizzazioni internazionali per la tutela del patrimonio culturale che hanno preso posizione figurano l’Icom (International Council of Museums, Consiglio Internazionale dei Musei), l’Icomos (International Council on Monuments and Sites, Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti) e il Blue Shield (lo Scudo Blu, l’organizzazione internazionale che coordina la protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati o disastri).

«La tutela del patrimonio culturale di una società antica come quella iraniana è un dovere di tutta l’umanità», ha affermato Babaie. «È fondamentale per la nostra identità collettiva tanto quanto la tutela dell’Acropoli, della Grande Muraglia cinese o delle piramidi in Egitto e in Messico».

Ecco un elenco aggiornato dei siti che finora sono stati danneggiati nel conflitto, oltre al Palazzo Chehel Sotoun e al Palazzo Golestan, oggetto di articoli a sé, cliccabili qui a fianco.

La stanza di uno dei palazzi del complesso di Sa’dabad a Teheran dopo un attacco. Foto tratta da X.com

Complesso di Sa’dabad

Il complesso di Sa’dabad a Teheran, un’area estesa di 80 ettari che comprende musei, palazzi e una foresta naturale, è stato colpito il 17 marzo. Le esplosioni hanno causato danni ingenti agli edifici storici, in particolare al Palazzo di Sa’dabad, risalente al XIX secolo, un tempo residenza della monarchia iraniana e trasformato in museo dal 1979. I reperti di valore e gli altri oggetti esposti erano già stati messi al sicuro in strutture protette. Un video pubblicato online mostra un interno decorato disseminato di detriti, molti dei quali provenienti da un soffitto crollato. In un altro punto, un lampadario giace in frantumi sul pavimento.

Alcune foto relative alle distruzioni a Sanandaj, tratte da X.com

Sanandaj

Secondo quanto ha pubblicato il sito del quotidiano britannico «The Guardian», gli attacchi a Sanandaj, nel Kurdistan, avrebbero danneggiato i palazzi ottocenteschi noti come Salar Saeed e Asef Vaziri. Questi edifici, che ospitano tesori curdi, hanno subito danni alle porte e alle vetrate. Asef Vaziri, ad esempio, risale all’era Safavide, un periodo compreso tra il 1501 e il 1736. È protetto per i suoi stucchi, le pietre scolpite, le vetrate colorate e le decorazioni a specchio, oltre che per il suo ingresso in stile barocco iraniano. Attualmente ospita un museo di antropologia.

Uno dei monumenti iraniani recentemente colpiti durante il conflitto

Isfahan

La storica città di Isfahan è stata colpita per la prima volta da attacchi aerei il 9 marzo. Grandi colonne di fumo sono state avvistate mentre si alzavano dalla piazza Naqsh-e Jahan, un sito Patrimonio Mondiale Unesco di poco meno di 90mila metri quadrati, in seguito a un attacco mirato all’edificio del governatore. Isfahan è famosa per le sue architetture del XVII secolo. Il suo governatore, Mehdi Jamalinejad, l’ha descritta come «un museo senza tetto», sottolineandone il valore culturale e la vulnerabilità in un post sui social media. I danni più gravi sono stati registrati al Palazzo Chehel Sotoun. Tra i siti danneggiati figurano diverse moschee, tra cui la Masjed-e Jameh, Patrimonio Unesco, che ha subito danni alle piastrelle turchesi, una decorazione tipica dell’architettura dell’era Safavide. Un altro edificio, Patrimonio Unesco dal 1979, il Palazzo Ali Qapu, ha subito danni alle piastrelle e la rottura delle finestre. Babaie ha descritto il bombardamento di Isfahan come l’attacco finora «più inspiegabile» al patrimonio iraniano.

 

Veduta del castello di Falak-ol-Aflak

Il castello di Falak ol-Aflak nel Lorestan

L’8 marzo, il sito di un antico castello collinare noto come Falak ol-Aflak è stato danneggiato in un attacco che, secondo quanto riferito, avrebbe preso di mira gli uffici locali del dipartimento della cultura della provincia del Lorestan. La vicina valle di Khorramabad riveste grande importanza archeologica grazie alle sue cinque grotte preistoriche e a un riparo roccioso che testimoniano una presenza umana risalente a un periodo corrispondente al 63mila a.C. Sebbene il perimetro del castello, risalente a 1.800 anni fa, sia stato colpito, il capo del dipartimento, Ata Hassanpour, ha confermato che la struttura principale non è stata danneggiata. Tuttavia, tra gli altri edifici danneggiati dall’attacco figurano due musei dedicati ad archeologia e antropologia. Secondo quanto riferito, cinque membri del personale sarebbero rimasti feriti dall’esplosione.

Una delle distruzioni procurate dal conflitto Usa-Iran a Teheran

Le distruzioni a Teheran

Il Palazzo Golestan nella capitale iraniana, anch’esso Patrimonio Mondiale Unesco, è stato gravemente danneggiato dalle onde d’urto provocate da un attacco sferrato il 2 marzo nella vicina piazza Arag. Tra gli altri edifici danneggiati a Teheran figurano il Grande Bazar e l’ex Edificio del Senato.

Vittorio Bertello, 24 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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