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Leonardo da Vinci, «Ritratto di Ginevra de’ Benci», 1474 ca, Washington, National Gallery (particolare)

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Leonardo da Vinci, «Ritratto di Ginevra de’ Benci», 1474 ca, Washington, National Gallery (particolare)

Una foto, un algoritmo, mille dettagli: l’Intelligenza Artificiale rivoluziona lo studio delle opere d’arte

È questa la prospettiva di Quantumspace, data company fondata a New York nel 2023 da un team interamente italiano, che porta in Italia la propria tecnologia grazie alla partnership esclusiva con Deodato Group SpA

Micro-alterazioni, stratificazioni materiche, tracce di restauri e dettagli invisibili a occhio nudo: anche le immagini possono diventare uno strumento per indagare la storia e lo stato di conservazione di un’opera. È questa la prospettiva di Quantumspace, data company fondata a New York nel 2023 da un team interamente italiano, che porta in Italia la propria tecnologia proprietaria basata sull’Intelligenza Artificiale grazie alla partnership esclusiva con Deodato Group SpA.

Un caso concreto è lo studio condotto sull’Apollo conservato a Palazzo Ducale di Mantova, statua in marmo di epoca imperiale e copia di un originale greco in bronzo. A partire da semplici fotografie, gli algoritmi di Quantumspace hanno analizzato l’opera individuando restauri, modifiche e aggiunte stratificatesi nel tempo, distinguibili anche sulla base delle diverse tecniche e dei materiali impiegati. Un’analisi realizzata senza alcun contatto fisico con la statua, riducendo così i rischi connessi a interventi ripetuti.

Il sistema elabora le immagini e trasforma le informazioni visive in dati strutturati, dai quali vengono generati report destinati ad attività di conservazione, certificazione, assicurazione e ricerca. La tecnologia consente inoltre di costruire archivi intelligenti, effettuare confronti tra opere, monitorarne nel tempo le condizioni e supportare le attività di restauro. I medesimi dati possono essere trasformati in esperienze interattive rivolte al pubblico di musei e istituzioni culturali.

L’obiettivo, sottolinea Quantumspace, non è sostituire storici dell’arte e restauratori, ma fornire loro un ulteriore livello di analisi, più oggettivo, tracciabile e replicabile.

La scelta dell’Italia appare particolarmente significativa: il Paese, tra i maggiori custodi del patrimonio culturale mondiale e primo per numero di siti Unesco, rappresenta un terreno privilegiato per l’incontro tra ricerca, tecnologia e tutela.

«Il nostro obiettivo è fornire strumenti diagnostici affidabili e replicabili», spiega Alberto Finadri, Ceo di Quantumspace, che individua in Deodato Group il partner strategico per portare la tecnologia «nel cuore del mercato italiano». La collaborazione apre così una nuova prospettiva sul rapporto tra IA e patrimonio: non una sostituzione dell’expertise, ma un nuovo strumento al servizio della memoria culturale.

Redazione, 10 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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