Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliCon un finanziamento da un milione di euro assegnato dal Ministero della Cultura nell’ambito del programma dei Grandi Progetti Culturali 2025–2026, il Museo Nazionale di Fotografia – MUNAF avvia una nuova fase di sviluppo. Le risorse, destinate al Comune di Cinisello Balsamo, permetteranno l’ampliamento e la rifunzionalizzazione degli spazi di Villa Ghirlanda Silva, sede storica del museo, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo nel sistema fotografico nazionale e internazionale.
L’intervento riguarda l’intero piano nobile del corpo centrale della villa, per una superficie complessiva di circa 900 metri quadrati, che verranno trasformati in nuove sale espositive. Tra gli ambienti coinvolti figurano le sale seicentesche delle Quadrerie, la Sala dei Paesaggi, gli spazi dell’ex biblioteca e i loggiati, oltre al recupero dello scalone d’onore. Il progetto punta a coniugare tutela architettonica e nuove esigenze espositive, ampliando la capacità del museo di accogliere mostre permanenti e temporanee dedicate alla fotografia contemporanea internazionale.
Fondato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Cinisello Balsamo, il MUNAF rappresenta un caso singolare nel panorama museale italiano: un’istituzione nazionale collocata in un contesto urbano decentrato rispetto ai grandi poli culturali, ma fortemente connessa al tessuto metropolitano milanese.
L’investimento consente di rafforzare questa identità, rendendo il museo non solo un luogo di conservazione e valorizzazione dell’archivio fotografico, ma anche un centro di produzione culturale, capace di dialogare con le principali reti espositive europee. L’ampliamento degli spazi risponde infatti a un’esigenza strutturale: dotare la fotografia di ambienti adeguati per sperimentazione, ricerca e divulgazione.
L’inserimento del progetto tra i Grandi Progetti Culturali segnala anche un riconoscimento istituzionale della centralità della fotografia nelle politiche culturali italiane. In un momento in cui il dibattito sull’immagine si intreccia con quello su media, tecnologia e memoria, il potenziamento del MUNAF appare come un intervento mirato a colmare una storica lacuna infrastrutturale.
La fotografia, spesso relegata a spazi temporanei o a funzioni ancillari all’interno dei musei d’arte, trova qui una collocazione autonoma, con un progetto museale che ambisce a coniugare ricerca storica, sperimentazione contemporanea e accesso pubblico.
Il progetto di rifunzionalizzazione della villa affronta anche un tema cruciale per il patrimonio storico italiano: l’adattamento degli edifici monumentali a nuove funzioni culturali senza snaturarne l’identità. La scelta di collocare la fotografia contemporanea all’interno di un complesso seicentesco introduce un dialogo tra linguaggi, epoche e pratiche, trasformando l’architettura storica in una piattaforma attiva per la produzione di senso. L’intervento, se condotto con rigore progettuale e chiarezza curatoriale, potrà rafforzare la posizione del MUNAF come polo nazionale di riferimento per la fotografia, in grado di dialogare con le principali istituzioni europee e di attrarre nuovi pubblici. Il finanziamento ministeriale rappresenta un investimento strategico sul ruolo dell’immagine nel sistema culturale italiano, chiamato sempre più a confrontarsi con le sfide della contemporaneità visiva.
Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dal 12 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, a Shanghai, «Chuanqi: Spacetime Dialogues at Rong Zhai» riunisce Geng Xue, Peng Wei, Song Dong e Xiaoze Xie in una mostra a cura di Wu Hung. Al centro, il racconto come strumento per attraversare la storia, interrogare la memoria e riscrivere il rapporto con il passato
Un gigantesco torsolo di mela dalla superficie rosso lucido e dall'interno rivestito di conchiglie di abalone, cristalli e pietre. È «Red Delicious», il progetto presentato da Kathleen Ryan per le commissioni dell'High Line Plinth previste nel 2029 e 2030 a New York. L'artista americana, rappresentata da Gagosian, rielabora il simbolo della Grande Mela trasformandolo in una riflessione su desiderio, consumo, spreco e decomposizione. La proposta figura tra i 62 progetti sottoposti alla valutazione di High Line Art, che selezionerà una rosa di finalisti per le future installazioni monumentali.
Prima donna a raggiungere la notorietà come pittrice nella Firenze del Cinquecento, suor Plautilla Nelli torna al centro dell'attenzione internazionale. Fino al 25 novembre la Robert Simon Fine Art di New York presenta «La Prima», una mostra con quattordici dipinti e un disegno legati all'artista e alla sua bottega, tra prestiti da collezioni private e opere in vendita. Monaca domenicana, tre volte priora del convento di Santa Caterina e ricordata da Giorgio Vasari nelle «Vite», Nelli costruì un'attività pittorica capace di sostenere economicamente la comunità religiosa. Dopo la monografica degli Uffizi del 2017, il progetto newyorkese contribuisce alla riscoperta di una delle protagoniste meno conosciute del Rinascimento italiano.
Un arco di trionfo alto 76 metri, con aquile dorate, una figura alata sulla sommità e una terrazza panoramica: è il monumentale progetto voluto da Donald Trump per celebrare i 250 anni dell'indipendenza americana. Previsto a Washington, tra il Lincoln Memorial e il Cimitero nazionale di Arlington, il nuovo edificio supererebbe per altezza l'Arco di Trionfo di Parigi, modificando radicalmente uno degli assi prospettici più importanti della capitale. Mentre l'amministrazione punta ad avviare i lavori già il 5 novembre, architetti, associazioni per la tutela e veterani contestano dimensioni, impatto paesaggistico e procedure autorizzative.


