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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliIl Cristo degli Abissi di San Fruttuoso non è soltanto la più celebre statua sommersa al mondo: è un’opera d’arte la cui conservazione rappresenta una delle sfide più singolari del patrimonio culturale italiano. Collocata nel 1954 a 18 metri di profondità nella baia di Camogli e tutelata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, la scultura è stata al centro di un nuovo intervento di manutenzione che ha coinvolto, in un’inedita operazione congiunta, i nuclei sommozzatori di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Guardia Costiera e Marina Militare.
L’intervento del 21 luglio, coordinato dal Servizio tecnico di Archeologia subacquea, ha impiegato un’idropulitrice a effetto cavitazionale che consente di rimuovere gli organismi biologici senza alcun contatto diretto con il bronzo, limitando l’impatto sull’opera e sull’ambiente marino. Una scelta resa necessaria dalla fragilità del monumento, compromesso sia dal biofouling sia dai fenomeni di corrosione galvanica generati dalla struttura interna in calcestruzzo armato. Per decenni, inoltre, la superficie è stata assottigliata da puliture eseguite con spazzole metalliche, pratica oggi definitivamente superata.
Ideato da Duilio Marcante insieme ai pionieri della subacquea ligure in memoria delle vite perdute in mare, a partire da quella di Dario Gonzatti, il Cristo degli Abissi fu scolpito da Guido Galletti. Alto due metri e mezzo e del peso di 260 chilogrammi, venne realizzato fondendo medaglie dei Caduti donate da madri e vedove, insieme a eliche, campane, cannoni e frammenti di navi, trasformando materiali carichi di memoria in un simbolo universale di pace.
La sua forza iconica ha ormai superato i confini della devozione religiosa: il Cristo degli Abissi è oggi uno dei siti di immersione più frequentati del Mediterraneo. Ma il suo valore risiede soprattutto nella capacità di unire tutela, ricerca scientifica e collaborazione istituzionale, facendo della conservazione stessa parte integrante del significato dell’opera.
Giorgio Valentini
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