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Ludovico Carracci, «Immacolata Concezione con San Girolamo e San Francesco», Bologna, Pinacoteca Nazionale (particolare)

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Ludovico Carracci, «Immacolata Concezione con San Girolamo e San Francesco», Bologna, Pinacoteca Nazionale (particolare)

La Pinacoteca di Bologna mette al centro le collezioni: il via con una mostra su san Francesco

L’istituto avvia un programma pluriennale che punta a ripensare la narrazione del museo attraverso mostre-dossier, riallestimenti e confronti con prestiti provenienti da importanti istituzioni italiane e internazionali. Un progetto che accompagnerà anche l’apertura della nuova sede e dei depositi visitabili di Palazzo Pepoli Campogrande, prevista entro la fine dell’anno

Giorgio Valentini

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Sarà una riflessione sul rapporto tra le collezioni permanenti e il patrimonio custodito nei depositi ad aprire il nuovo corso della Pinacoteca Nazionale di Bologna. L’istituto avvia infatti un programma pluriennale che punta a ripensare la narrazione del museo attraverso mostre-dossier, riallestimenti e confronti con prestiti provenienti da importanti istituzioni italiane e internazionali. Un progetto che accompagnerà anche l’apertura della nuova sede e dei depositi visitabili di Palazzo Pepoli Campogrande, prevista entro la fine dell’anno.

Il primo capitolo di questo percorso sarà «Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento», in programma dal 2 ottobre al 10 gennaio 2027. Più che una mostra celebrativa dell’ottavo centenario della morte del santo, l’esposizione propone un’indagine sul ruolo che l’immagine di Francesco assume nella cultura figurativa bolognese tra Rinascimento e prima età barocca, in un periodo segnato dalle tensioni della Controriforma e dal ripensamento del valore delle immagini sacre.

Curata dal direttore Luigi Gallo e dalla storica dell’arte Elena Rossoni, la rassegna costruisce il proprio racconto a partire dalle raccolte della Pinacoteca, facendo emergere un patrimonio in larga parte poco noto. Oltre trenta opere conservate nei depositi saranno infatti esposte accanto a prestiti provenienti, tra gli altri, dalla Pinacoteca di Brera, dalla Galleria Borghese, dai Musei Capitolini, dalla Pilotta e dalla Galleria Nazionale delle Marche. Il confronto consentirà di seguire l’evoluzione dell’iconografia francescana attraverso artisti come Francesco Francia, Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Francesco Albani e Guercino.

Accanto ai dipinti, il percorso riunisce disegni, incisioni, libri illustrati e documenti che restituiscono il clima religioso e culturale della Bologna tra XVI e XVII secolo. Tra i momenti più attesi figurano la ricomposizione della serie dei dodici «visionari» di Mastelletta, presentata integralmente per la prima volta, e il ritorno in mostra di numerose opere finora conservate nei depositi. Un’impostazione che chiarisce fin dall’esordio l’obiettivo del nuovo programma della Pinacoteca: trasformare le collezioni in uno strumento dinamico di ricerca, rilettura e scoperta.

Giorgio Valentini, 21 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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