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Alberto Pasini, «Una carovana araba»

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Alberto Pasini, «Una carovana araba»

Un documentario ripercorre la carriera di Alberto Pasini, il pittore che attraversò l’Oriente

Diretto dal regista egiziano Mohamed Kenawi, la pellicola, che sarà presentata il 17 ottobre al Teatro Verdi di Busseto, riflette sullo sguardo dell’Occidente sull’«altro» nell’Ottocento e sulla capacità di restituire culture e luoghi al di là degli stereotipi

Nel bicentenario della nascita, Alberto Pasini torna a interrogare il nostro presente. Nato a Busseto (Pr) nel 1826 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Parma, il pittore costruì a Parigi una carriera internazionale, trovando però nei viaggi verso l’Oriente il nucleo più originale della propria ricerca.

È questa esperienza diretta a distinguere Pasini da molta parte dell’orientalismo ottocentesco. Chiamato a prendere parte a una missione diplomatica francese diretta in Persia, attraversò territori allora remoti per l’Europa e ne registrò con disegni e dipinti architetture, mercati, carovane, paesaggi e scene quotidiane. Prima ancora che la fotografia trasformasse il modo di documentare il mondo, la pittura diventava per lui uno strumento di osservazione.

Quella vicenda è ora al centro di «Il Pittore d’Oriente-Alberto Pasini», documentario diretto dal regista egiziano Mohamed Kenawi, con la direzione artistica dello storico dell’arte Paolo Serafini e prodotto da BlackBoxMultiMedia LTD e Domino Film. Il film nasce da una ricerca negli archivi francesi e segue le tracce dell’artista tra Italia, Francia, Egitto, Turchia e Iran, mettendo in relazione le immagini dei suoi dipinti con i luoghi che li hanno generati e con la loro realtà contemporanea.

Più che una semplice biografia, il documentario propone così una domanda sul modo in cui l’Occidente ha guardato all’«altro». Kenawi riconosce in Pasini un osservatore che, almeno nelle intenzioni e nella pratica del viaggio, cerca di sottrarsi all’Oriente immaginato e costruito per il consumo europeo. È proprio la distanza dagli stereotipi a rendere oggi interessante la sua pittura: il viaggio come esperienza, l’incontro fra culture, la rappresentazione dell’altro sono questioni ancora aperte.

Il film sarà presentato il 17 ottobre al Teatro Verdi di Busseto e il 18 alla Casa della Musica di Parma, nell’ambito degli eventi collaterali del Festival Verdi. Un ritorno alle origini significativo per un artista che, come Verdi, partì da una piccola città emiliana per misurarsi con un mondo ben più vasto. In seguito, giungerà a Milano il 3 novembre, a Palazzo di Brera, presso l’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, mentre è allo studio una successiva tappa a Roma.

Redazione, 04 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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