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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliIl mercato delle aste di alto livello si trova nuovamente a fare i conti con i fantasmi del passato. Un dipinto del maestro dell'astrazione Pierre Soulages, venduto lo scorso autunno da Christie’s, è diventato l'oggetto centrale di un'azione legale depositata lunedì presso la Corte Suprema dello Stato di New York. La denuncia, come riportato in prima istanza da Crain’s New York and the Real Deal, sostiene che l'opera sia stata sottratta illecitamente oltre quarant'anni fa, e che quindi la sua vendita non è stata lecita.
Al centro del contenzioso c'è la tela del 1958 intitolata Peinture 161 x 200 cm, 14 novembre 1958, aggiudicata lo scorso novembre per poco meno di 5 milioni di dollari. Il lotto proveniva dalla collezione di Patricia G. Ross Weis e Robert F. Weis, fondatori della catena di supermercati Weis Markets. A muovere le accuse è la famiglia Zeckendorf, dinastia di imprenditori immobiliari newyorkesi, secondo la quale il quadro fu a loro rubato in un arco di tempo compreso tra il 1977 e il 1980. I firmatari della causa - tra cui figurano William Lie Zeckendorf e Arthur W. Zeckendorf, co-presidenti della società immobiliare Brown Harris Stevens, insieme a James e Leslie Nicholson, tutti beneficiari superstiti di un trust disciolto - chiedono ora il riscatto dell'intera somma ricavata dalla vendita. Sull'altro fronte, gli indicati sono Jennifer Weis, Collen Ross Weis e Jonathan Weis, in qualità di rappresentanti legali del patrimonio di Patricia R. Weis.
La ricostruzione storica della proprietà dell'opera, dunque, evidenzia profonde discrepanze tra le parti. La documentazione di Christie’s e gli atti della causa concordano sul fatto che la tela fu acquistata nel 1959 attraverso la Kootz Gallery, pioniera nel campo dell'Espressionismo Astratto, da Marion Zeckendorf. Tanto che alla sua morte, nel 1968, il dipinto figurava regolarmente nell'inventario dei suoi beni. Nel 1977, un anno dopo la scomparsa del vedovo William Zeckendorf Sr., la tela passò a un trust testamentario. Secondo i querelanti, che affermano di aver cercato il quadro per anni con la dovuta diligenza, il Soulages sparì proprio nel 1977 e la sua assenza fu accertata formalmente nel 1980, anno di scioglimento del trust.
Al contrario, i registri di provenienza di Christie’s indicano che l'opera transitò dalla Gimpel and Weitzenhoffer Gallery di New York, la quale la vendette ai coniugi Weis nel 1984. Una ricostruzione in netta contraddizione con la precedente, è che secondo l'accusa risulta «impossibile per molteplici ragioni». Marion Zeckendorf non avrebbe mai potuto vendere il lotto prima di morire poiché era presente nel suo inventario ereditario, né lei né il vedovo avrebbero potuto cederlo a Gimpel and Weitzenhoffer essendo entrambi deceduti prima del 1984. Inoltre, William Zeckendorf Sr. non possedeva alcuna autorizzazione a disporre del bene, non essendogli mai stato assegnato dagli amministratori del trust. A questo si aggiunge la mancanza, nei documenti, di un eventuale soggetto di passaggio tra la famiglia Zeckendorf e la Gimpel and Weitzenhoffer Gallery.
A mettere in difficoltà la difesa concorre poi la documentazione che loro stessi hanno presentato. L'anno scorso, prima che l'asta avesse luogo, gli Zeckendorf avevano reclamato la restituzione del quadro, ricevendo un netto rifiuto. A giustificarlo, al posto di una regolare ricevuta della galleria Gimpel and Weitzenhoffer, i Weis avrebbero presentato una fattura della Niveau Gallery datata 1984. Documento che, secondo l'accusa, presenta forti incongruenze con le fatture coeve della Niveau Gallery conservate negli archivi dello Smithsonian Institution ed è descritto come «una fabbricazione». La contestazione risiede in particolare nel colore della carta: la Niveau Gallery utilizzava moduli grigi tra il 1954 e il 1961 per poi passare definitivamente al colore blu. La fattura dei Weis, pur recando la data del 1984, è stampata su carta grigia.
D'altra parte, la difesa può fare leva sulla discrepanza che intercorre tra il momento in cui gli Zeckendorf affermano di essersi accorti del furto, 1980, e l'anno in cui hanno iscritto l'opera nell'Art Loss Register, 2008. Ma è vero che il registro è stato fondato solo nel 1991 e che essendo uno strumento privato e non esclude una precedente denuncia presso la polizia-
Nonostante i forti dubbi emersi una settimana prima dell'evento, le parti hanno scelto una strada insolita per la gestione del contenzioso. Invece del canonico ritiro del lotto dal catalogo, i contendenti hanno siglato un accordo per permettere lo svolgimento dell'asta, congelando i proventi finanziari in un conto di garanzia (escrow) in attesa che la giustizia si pronunci sul legittimo proprietario del titolo. La tela ha infine registrato un prezzo di martelletto di 4 milioni di dollari, quasi 5 con i diritti, a fronte di una stima iniziale che oscillava tra i 5 e i 7 milioni.
Dal canto suo, Christie’s si è chiamata fuori dalla questione, confermando di essere a conoscenza della questione e dell'accordo intercorso tra le parti, con la proprietà legale del Soulages che è passata regolarmente all'acquirente, con la disputa monetaria ora totalmente in mano alle due famiglie. Anche l'Art Loss Register ha chiarito la propria posizione, con l'organizzazione che ha rimosso l'opera dal database prima dell'asta dopo che il soggetto che aveva registrato lo smarrimento si era rifiutato di fornire ulteriori prove a sostegno del reclamo, dichiarando per iscritto di non voler ostacolare la vendita.
Riccardo Deni
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