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Virtus Zallot
Leggi i suoi articoliIl Leone e la Vipera (con riferimento agli animali araldici negli stemmi di Brescia e dei Visconti) è un intreccio di contributi intessuti a partire da un pretesto virtuoso: il recente restauro degli affreschi della Cappella di San Giovanni Battista in San Salvatore a Brescia, nel monastero di fondazione longobarda riconosciuto sito Unesco e sede del Museo di Santa Giulia. Attribuiti al Maestro di Lentate e datati 1375, gli affreschi raffigurano le Storie del santo titolare, l’Annunciazione, la Messa dei santi Faustino e Giovita e alcuni santi, confermando l’eleganza e l’attenzione ai dettagli minuti e preziosi che sono cifra stilistica dell’autore, apprezzato pittore anche dei dipinti nell’Oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso. Un ampio capitolo del volume ricostruisce le vicende degli affreschi bresciani e li analizza alla luce delle indagini preliminari e degli esiti del restauro, che ha restituito loro leggibilità. Oltre tale esito, già di per sé importante, il restauro è inoltre diventato occasione e stimolo per un’analisi corale, trasversale e approfondita, del contesto entro cui l’opera maturò, analisi presentata nel corso di un convegno di cui questo volume raccoglie gli Atti.
Come segnala il suo sottotitolo, l’episodio particolare (la decorazione della Cappella di San Giovanni) è stato messo in relazione alla coeva situazione storica e artistica locale. L’approccio è tutt’altro che localistico e, ampliando lo sguardo, indaga l’arte del Trecento bresciano in relazione alle esperienze temporalmente e spazialmente contigue, considerandone premesse e conseguenze, influenze e risonanze, soluzioni e finalità. Ricostruendo un periodo della storia dell’arte della città finora sottaciuto o considerato per frammenti, i molti studiosi interpellati riflettono in particolare sull’uso delle immagini nei luoghi del potere o al servizio dei suoi esponenti, tra cui lo stesso committente degli affreschi nella Cappella in San Salvatore. Indagano inoltre opere di diversa destinazione e tipologia: dallo splendido sarcofago di Berardo Maggi ai decori parietali nel mastio visconteo, dai manoscritti alla scultura, dai dipinti in San Francesco al chiostro della medesima chiesa, riflettendo anche su alcune esperienze extraurbane tra cui gli affreschi, ispirati alle favole esopiche, nel Palazzo del podestà di Orzinuovi. Il volume documenta dunque un incontro di competenze, offrendo un modello di metodo oltre che un catalogo di contenuti e, altrettanto importante, fornendo gli elementi per valorizzare l’opera non soltanto in sé ma in quanto sintomo di un contesto: testimonianza storica.
Il Leone e la Vipera. Le Arti a Brescia nel Trecento e la Cappella di San Giovanni Battista in San Salvatore,
a cura di Stefania Buganza e Roberta D’Adda, 336 pp., ill. col., Skira, Milano 2026, € 40
Virtus Zallot
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