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JR per L'Aquila.

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JR per L'Aquila.

Un anno di mostre e interventi diffusi in Abruzzo

Da Capitale italiana della Cultura 2026, L’Aquila allarga il racconto ai 56 comuni del territorio: patrimonio, arte contemporanea e partecipazione costruiscono una geografia comune tra memoria, ricostruzione e futuro

Carlino Corezzi

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Nel 1272, novantanove mascheroni in pietra iniziarono a portare l’acqua nel cuore dell’Aquila. La Fontana delle 99 Cannelle trasformava in architettura l’idea stessa della città: un centro nato nel XIII secolo dall’incontro dei castelli e delle comunità del territorio, dove ciascuna realtà fondatrice portò una parte della propria identità dentro le nuove mura. Le cannelle, diverse tra loro, e il numero 99, associato nei secoli ai castelli che avrebbero dato origine alla città, sono diventati così il simbolo di un luogo nato dall’unione di molte appartenenze.
Sette secoli dopo, quella stessa idea di comunità plurale diventa il punto di partenza di «L’Aquila Città Multiverso», il dossier con cui la città è diventata Capitale italiana della Cultura 2026. Il progetto coinvolge 56 comuni e allarga il racconto oltre i confini del capoluogo, seguendo le connessioni che nei secoli hanno costruito il territorio, dai borghi dell’Appennino alle vie della transumanza, ai paesaggi naturali, alle istituzioni culturali, ai luoghi della ricerca e della memoria: una geografia fatta di storie, patrimoni e comunità diverse.

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha aggiunto a questa storia una nuova frattura e una nuova possibilità di lettura. La ricostruzione dell’Aquila non ha riguardato soltanto palazzi, chiese e spazi pubblici, ma anche il modo in cui la città è tornata a essere vissuta. La dimensione collettiva che attraversa il dossier trova una delle sue radici più antiche nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Fondata alla fine del Duecento da Pietro del Morrone, futuro Celestino V, è il luogo in cui nel 1294 nacque la Perdonanza, il rito del perdono aperto alla comunità che ancora oggi ogni agosto accompagna l’apertura della Porta Santa, Patrimonio culturale immateriale UNESCO. La facciata in pietra bianca e rosa è una delle immagini più riconoscibili dell’Aquila medievale, custode di un’eredità religiosa, civile e partecipativa.
La città storica è il palcoscenico dei Cantieri dell’Immaginario, che dal 4 luglio al 6 agosto attraversano piazze, cortili e monumenti con un programma di musica, teatro e danza. Ad aprire l’edizione 2026 sarà «Roberto Bolle and Friends» sulla scalinata della Basilica di San Bernardino, dove il linguaggio contemporaneo della danza incontra uno dei grandi scenari rinascimentali dell’Aquila: la facciata progettata da Cola dell’Amatrice e la chiesa costruita per custodire le spoglie del santo senese, con il mausoleo realizzato da Silvestro dell’Aquila.

Nel programma di «L’Aquila Città Multiverso» il patrimonio diventa materiale vivo attraverso aperture straordinarie, percorsi, progetti espositivi e nuove produzioni che mettono in relazione luoghi storici e linguaggi contemporanei. Questa idea attraversa anche il Museo Nazionale d’Abruzzo, tornato nel Forte Spagnolo dopo il recupero del complesso, dove nell’anno della Capitale arriva uno dei confronti più significativi: il ritorno temporaneo della Visitazione di Raffaello, realizzata per la cappella Branconio della chiesa aquilana di San Silvestro e uscita dalla città nel Seicento, in dialogo con la Visitazione di Pontormo, due opere accompagnate dall’Ecce Homo di Antonello da Messina, entrato nelle raccolte del museo dopo l’acquisizione dello Stato (cfr. p. 5).
Poco distante, Palazzo Ardinghelli racconta un altro capitolo della città dopo il 2009. La residenza settecentesca, recuperata dopo il terremoto e diventata sede del MAXXI L’Aquila, ospita «Ai Weiwei. Aftershock»: installazioni, fotografie e opere dell’artista cinese dedicate a memoria, distruzione, controllo, migrazioni e diritti, temi che trovano una risonanza particolare in una città segnata dalla ricostruzione (cfr. p. 6).
L’Aquila Capitale non è un’astronave calata dall’alto, rischio che a volte corre questo genere di grandi eventi. Molti progetti scelgono direttamente la città e i suoi abitanti, «Inside Out Project» di JR, per esempio, porta nello spazio pubblico 2mila volti di persone del posto, trasformando la comunità in un grande ritratto collettivo allestito in piazza Duomo.
Marinella Senatore con la «School of Narrative Dance» il 7 giugno ha coinvolto oltre 400 persone e 50 associazioni in una grande parata dal MAXXI L’Aquila al piazzale della Basilica di Collemaggio, trasformando movimento, musica, voce e storie personali in una narrazione condivisa della città; al progetto itinerante nato nel 2012, fino al 13 settembre è dedicato un focus nella Project Room del museo.
A Palazzo ONMI, lo scorso aprile è stata inaugurata la mostra «Ecosistema Culturale» di Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, che ha tradotto il tema della comunità in una grande installazione collettiva nata per L’Aquila 2026. Il cuore del percorso è il Terzo Paradiso, reinterpretato attraverso 99 punti che richiamano i 99 castelli legati, secondo la tradizione, alla fondazione della città. Nella sala principale le opere di Pistoletto dialogano con oggetti e libri messi a disposizione dalle realtà del territorio, mentre le sedie donate dalle organizzazioni locali compongono un’installazione corale dedicata all’idea di equilibrio e responsabilità condivisa. Il progetto prosegue con incontri e pratiche partecipative durante tutto l’anno della Capitale.
Con Oltre il visibile di Liu Bolin, promosso da Geely Auto in collaborazione con Galleria Gaburro, il paesaggio dell’Abruzzo diventa addirittura materia dell’opera, utilizzato per le sue performance fotografiche basate sulla mimetizzazione del corpo. La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, le pietre di Rocca Calascio e i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli, in collaborazione con Arteparco, sono i tre luoghi scelti per raccontare spiritualità, storia, natura e identità dei luoghi. Le fotografie nate dalle performance svoltesi dall’11 al 13 giugno saranno visitabili a ottobre 2026 a Palazzo Margherita.
Il calendario della Capitale accompagna tutto il 2026 con un programma ricco e articolato che si nutre della storia e delle energie del territorio: mostre, spettacoli, festival, incontri, progetti di arte pubblica e percorsi diffusi attraversano musei, piazze, borghi e paesaggi dell’Appennino. Una costellazione di appuntamenti, consultabile sul sito ufficiale di L’Aquila Capitale italiana della Cultura.

Carlino Corezzi, 17 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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