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Le mura del porto di Ancona

Foto Diego Baglieri

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Le mura del porto di Ancona

Foto Diego Baglieri

La costa dell'Adriatico fra rinascita culturale ed erosione climatica

Costellata di porti che hanno determinato l'importanza strategica dell'Italia come porto verso l'est, la costiera marchigiana oggi deve affrontare le sfide del cambiamento climatico che ci costringono a rivalutare l'identità delle nostre comunità

Carlino Corezzi

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I circa 180 chilometri di costa marchigiana sul mare Adriatico occupano una posizione strategica lungo le rotte che per secoli hanno messo in relazione Italia, Balcani, Dalmazia, Grecia e Levante. Compressa tra mare, colline e dorsale appenninica, la fascia costiera marchigiana concentra dentro uno spazio relativamente ristretto città, porti, infrastrutture e paesaggi costruiti attorno all’Adriatico, che nei secoli ha modellato la fisionomia urbana: approdi romani, porti commerciali, rocche, infrastrutture ferroviarie, cantieri navali e waterfront contemporanei continuano ancora oggi a occupare gli stessi affacci costieri. Non a caso il mare e la dimensione adriatica costituiscono uno degli assi centrali del dossier di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Per secoli porti e traffici marittimi hanno favorito la circolazione di  maestranze, architetture e linguaggi figurativi tra Venezia, Dalmazia e Marche. Oggi però questa continuità tra città e mare rende la costa marchigiana particolarmente esposta alle trasformazioni climatiche dell’Adriatico. Secondo i dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il livello medio del mare è cresciuto negli ultimi 30 anni con valori compresi tra 2 e 4 mm/anno, accompagnato da fenomeni erosivi che hanno interessato soprattutto i tratti bassi e urbanizzati della costa marchigiana. Mareggiate, opere rigide di difesa costiera e artificializzazione del litorale modificano progressivamente il rapporto storico tra spiaggia, infrastrutture e città, dentro una fascia costiera relativamente stretta. In molti casi la linea ferroviaria adriatica corre ancora oggi a pochi metri dalla costa, comprimendo ulteriormente lo spazio disponibile tra città e mare e irrigidendo il sistema costiero. La persistenza di fenomeni erosivi è resa ancora più delicata dalla conformazione relativamente chiusa e poco profonda dell’Adriatico, che amplifica gli effetti dell’innalzamento progressivo del livello del mare e delle mareggiate lungo gran parte della costa centrale italiana. L’Adriatico settentrionale e centrale è considerato dagli studi climatici tra i settori mediterranei maggiormente esposti agli effetti combinati di innalzamento marino, subsidenza ed eventi meteorologici estremi. Questi fenomeni modificano il rapporto storico tra città, infrastrutture e paesaggio. 

Ancona, principale porto dell’Adriatico centrale, vive un equilibrio delicato tra crescita infrastrutturale, tutela del paesaggio storico e vulnerabilità climatica. Il porto commerciale, i terminali, i sistemi logistici e il traffico marittimo continuano a occupare lo stesso affaccio utilizzato per secoli dal porto storico della città. La costa marchigiana ci ricorda dunque quanto il mare continui a essere una forza capace di costruire, modificare e ridefinire le città dell’Adriatico. 

Carlino Corezzi, 14 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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