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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUn programma pluriennale per la conservazione del muralismo moderno di Ciudad Universitaria a Città del Messico prende il via con un intervento su una delle opere più riconoscibili di Diego Rivera: «La universidad, la familia y el deporte en México» («L’Università, la famiglia e lo sport in Messico»), il monumentale murale realizzato sulla facciata orientale dell’Estadi Olímpic Universitari. L’opera presenta forme di deterioramento di diversa natura e intensità, legate all’esposizione prolungata agli agenti atmosferici, che hanno interessato tanto la struttura quanto le superfici.
L’operazione nasce dalla collaborazione tra l’Unam-Universidad Nacional Autónoma de México, il Wmf-World Monuments Fund e l’Ambasciata degli Stati Uniti in Messico. Per il primo intervento il Fondo degli Ambasciatori degli Stati Uniti per la Preservazione Culturale ha stanziato 185mila dollari (oltre 162mila euro), nell’ambito dell’iniziativa «Freedom 250», promossa in occasione dei 250 anni dell’indipendenza statunitense.
Il rilievo di Rivera è però soltanto una parte di un progetto concepito dall’artista in dimensioni molto più ambiziose. Dopo il completamento dello stadio, nel 1952, Rivera immaginò di ricoprire quasi interamente il grande terrapieno esterno con una composizione dedicata alla storia dello sport in Messico, dalle pratiche mesoamericane alle discipline contemporanee.
Per realizzare l’opera utilizzò pietre naturali di diversi colori (tra cui pietra vulcanica, dato che è stato edificato in una cavità vulcanica, marmo e ciottoli di fiume), lavorando con circa 70 operai, scalpellini e muratori e 12 tra pittori e architetti. Nella parte oggi visibile, un’aquila messicana e un condor andino, elementi presenti anche nello stemma dell’Unam, incorniciano una famiglia simbolo del meticciato; al di sotto compare Quetzalcóatl, la divinità del «serpente piumato» dell’antica Mesoamerica, mentre due atleti alle estremità accendono una fiaccola olimpica.
I disegni preparatori documentano l’ampiezza dell’idea originaria: vi compaiono il gioco della pelota preispanico, corridori, una donna impegnata in un salto, giocatori di football americano e basket, oltre a figure di architetti, ingegneri e medici legati alla costruzione della Ciudad Universitaria. Il progetto rimase incompiuto a causa delle difficoltà emerse durante i lavori e, successivamente, del peggioramento delle condizioni di salute dell’artista, morto nel 1957. La stessa Unam ha ricordato come Rivera considerasse l’intervento una delle sue opere plastiche più importanti.
Il programma del Wmf si estenderà ad altre opere fondamentali del campus, tra cui il rilievo tridimensionale di David Alfaro Siqueiros sulla Torre de Rectoría e i mosaici di Juan O’Gorman sulla Biblioteca Central. Il progetto comprenderà anche attività educative, iniziative di partecipazione pubblica e un’esperienza digitale immersiva bilingue dedicata alla storia del rilievo, dello stadio e al loro legame con eventi come i Giochi Olimpici di Messico 1968. L’obiettivo è completare i lavori entro il 2028, per celebrare la ricorrenza.
Il muralismo di Ciudad Universitaria è infatti uno degli elementi che hanno contribuito all’iscrizione del Campus Central nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco nel 2007.
Una veduta dell’Estadi Olímpic Universitari a Città del Messico. Foto tratta da Wikipedia, C.C.A.4, ProtoplasmaKid
Giorgio Valentini
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