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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliÈ dal 1803 che Villa Medici, sulla collina del Pincio accanto a Trinità dei Monti, a Roma, è sede dell’Académie de France à Rome per volere di Napoleone. Nel corso dei secoli, i suoi saloni e i giardini rinascimentali hanno accolto i migliori talenti d’Oltralpe, tra cui figurano maestri del calibro di Jean-Honoré Fragonard, Jacques-Louis David, François Boucher e Jean-Auguste-Dominique Ingres, che dell’istituzione fu anche direttore dal 1835 al 1841. L’aggiudicazione dello storico «Prix de Rome» si traduceva in un soggiorno di studio interamente finanziato dallo Stato francese: un’occasione unica per permettere ai giovani artisti di perfezionare il proprio linguaggio a contatto diretto con le vestigia dell’antichità classica e con i capolavori del Rinascimento italiano.
Se nell’Ottocento la durata di questo «esilio dorato» variava tra i 3 e i 5 anni, la riforma strutturale promossa nel 1971 dall’allora ministro della Cultura francese Edmond Michelet ha progressivamente ridotto la permanenza a un intervallo compreso tra 12 e 18 mesi, fino a stabilizzarsi sugli attuali 12 mesi.
Un tempo decisamente contenuto rispetto al passato, che rischia talvolta di limitare la portata delle ricerche. Forse proprio per questo motivo, in occasione dell’imminente selezione per l’edizione 2027-2028 (con candidature aperte fino al prossimo 16 ottobre), si apre una nuova e preziosa opportunità. Grazie alla collaborazione pluriennale tra Villa Medici e l’Inha-Institut national d’histoire de l’art di Parigi, le due istituzioni hanno strutturato un percorso integrato: al termine dei dodici mesi romani è ora previsto un ulteriore anno di studio e perfezionamento nella Capitale francese.
Supportato da una borsa di ricerca del valore di 20mila euro, uno studente specializzato in storia o teoria dell’arte potrà così portare a compimento il proprio progetto di studio. La seconda fase consentirà di divulgare i risultati attraverso conferenze, simposi o seminari accademici, culminando con la presentazione ufficiale dell’opera nell’ambito del Festival di Storia dell’Arte di Fontainebleau.
Giorgio Valentini
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