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Piazza della Signoria a Firenze

Foto tratta da Wikipedia. Foto Zolli | CC BY SA 3.0

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Piazza della Signoria a Firenze

Foto tratta da Wikipedia. Foto Zolli | CC BY SA 3.0

Turismo, l’estate 2026 accelera: aumentano arrivi e presenze. Molto bene le città d’arte

Durante Ferragosto, secondo il Ministero del Turismo, la saturazione delle strutture raggiunge il 78,4% in montagna, il 74,3% al mare e il 71,9% ai laghi. Le città d’arte e i paesaggi culturali arrivano al 56%, ma sono proprio queste destinazioni a registrare la crescita più forte: +13,9% sul 2025

Gaspare Melchiorri

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L’estate 2026 conferma il momento favorevole del turismo italiano. I dati diffusi dal Ministero del Turismo raccontano una crescita che non riguarda soltanto le tradizionali settimane di agosto, ma si inserisce in una dinamica positiva già evidente nei primi mesi dell’anno. A luglio, in particolare, l’Italia ha registrato oltre 4 milioni di presenze e circa un milione di arrivi in più rispetto allo stesso mese del 2025.

Il dato più significativo riguarda le presenze, aumentate complessivamente del 4,4%. A trainare la crescita sono soprattutto i visitatori stranieri, che segnano un incremento del 6%, mentre le presenze degli italiani crescono del 2,3%. Anche gli arrivi mostrano una tendenza analoga: +4,5% nel complesso, con una crescita del 5,1% per la componente estera e del 3,8% per quella italiana.

La fotografia di luglio è coerente con quella dei primi sei mesi del 2026, chiusi con un aumento del 4,9% delle presenze e del 4,4% degli arrivi. I dati sono elaborati dall’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo sulla base delle informazioni della piattaforma Alloggiati Web del Ministero dell’Interno.

A rafforzare il quadro contribuisce anche il comparto ricettivo. Crescono sia le strutture alberghiere, con un +2,5% delle presenze, sia quelle extra alberghiere, che registrano un più consistente +6,7%. È un segnale di una domanda che si distribuisce su forme di ospitalità differenti e che sembra premiare anche esperienze e destinazioni lontane dai circuiti più tradizionali.

Particolarmente rilevante è inoltre il ritorno della componente internazionale. Secondo i dati citati dal Ministero, Confindustria e Federturismo stimano per luglio e agosto una crescita dell’8,3% della presenza di turisti stranieri in Italia. Un andamento che si riflette anche sulla bilancia turistica dei pagamenti: a maggio il saldo ha raggiunto un avanzo di 2,7 miliardi di euro, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025.

Le prospettive per l’intera stagione, compresa tra il 15 giugno e il 15 settembre, sono altrettanto positive. Il tasso medio di saturazione delle strutture offerte sui grandi portali online raggiunge il 58,9%, 10,8 punti in più rispetto al 2025, mentre le tariffe medie risultano inferiori. Ad agosto la saturazione si attesta al 58,5% e durante la settimana di Ferragosto sale fino al 65,4%.

Non sono però soltanto mare e vacanze balneari a sostenere la domanda. Durante Ferragosto la saturazione raggiunge il 78,4% in montagna, il 74,3% nelle località balneari e il 71,9% nelle destinazioni lacuali. Le città d’arte e i paesaggi culturali arrivano al 56%, ma sono proprio queste destinazioni a registrare la crescita più forte rispetto al 2025: +13,9 punti percentuali. Un segnale importante, perché indica una maggiore diversificazione delle scelte dei viaggiatori.

Anche la geografia del turismo cambia. Sardegna, Veneto, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia superano il 62% di saturazione, mentre Emilia-Romagna e Marche oltrepassano il 60%. Ma la crescita non si concentra soltanto nelle grandi destinazioni. I piccoli Comuni registrano infatti +5,3% di arrivi e +4,6% di presenze, confermando il crescente interesse per un turismo più diffuso, esperienziale e legato ai territori.

Tra le regioni più dinamiche nei piccoli Comuni spiccano Calabria, Abruzzo e Piemonte, rispettivamente con aumenti delle presenze del 12,1%, 10,9% e 9,8% nel primo semestre. A sostenere questo modello contribuiscono anche le oltre 20mila sagre organizzate ogni anno in Italia, capaci di attirare circa 48 milioni di visitatori e di generare un indotto stimato in 2,1 miliardi di euro.

Nel complesso emerge dunque un turismo italiano che sembra andare oltre la semplice stagione balneare. Più stranieri, più presenze, una maggiore attenzione ai piccoli centri e una domanda distribuita tra mare, montagna, laghi e città d’arte delineano un mercato sempre più articolato. La vera sfida, ora, sarà trasformare la crescita estiva in una presenza turistica stabile durante tutto l’anno.

Una tipica spiaggia italiana

Gaspare Melchiorri, 14 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

Gaspare Melchiorri

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