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Nan Goldin, «Cookie at Tin Pan Alley, New York City» (1983) dalla serie «The Ballad of Sexual Dependency» (1973-8)

© Nan Goldin. Courtesy l’artista e Gagosian

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Nan Goldin, «Cookie at Tin Pan Alley, New York City» (1983) dalla serie «The Ballad of Sexual Dependency» (1973-8)

© Nan Goldin. Courtesy l’artista e Gagosian

Tra memoria, protesta e IA: le cinque mostre da non perdere alla Fondazione Sandretto

Nan Goldin, Joseph Yaeger, Aziza Kadyri, Andrea Bowers e Louis Morlæ sono i protagonisti dei progetti espositivi che l’istituzione presenta in occasione della settimana dell’arte torinese 2026

Alessia De Michelis

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Dal 29 ottobre al 28 marzo 2027 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino riunisce cinque mostre che attraversano generazioni, linguaggi e geografie diverse, mettendo in relazione fotografia, pittura, installazione, tecnologia e pratiche attiviste. Un programma che interroga il presente attraverso i temi della memoria e dell’autobiografia, delle lotte sociali, delle identità e del rapporto sempre più complesso tra immagine, realtà e trasformazione tecnologica.

Tra i nuclei centrali della stagione figura la serie «The Ballad of Sexual Dependency» di Nan Goldin, presentata in occasione dei 200 anni dalla nascita del mesium fotografico. Parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, l’opera riunisce 126 immagini realizzate tra il 1973 e il 1986, nate dall’intimità dell’artista con le persone che compongono il suo universo affettivo. Concepite originariamente come una proiezione di diapositive accompagnata dalla musica, le fotografie sono diventate il ritratto collettivo di una generazione e un punto di svolta per la fotografia contemporanea, trasformando il diario personale in memoria condivisa.

Il tema della memoria torna, in una forma diversa, nella personale «Point of Return» di Joseph Yaeger, prima mostra istituzionale italiana dell’artista statunitense residente a Londra. Yaeger parte da fotogrammi cinematografici e video trovati, sottraendoli alla riconoscibilità immediata e trasformandoli in immagini sospese tra déjà-vu e disorientamento. I suoi dipinti, realizzati con una tecnica a base di acquerello su gesso, mettono in tensione l’evanescenza dell’immagine filmica e la materialità della pittura. Il «punto di ritorno» suggerito dal titolo diventa così una possibilità di trasformazione.

Storia, identità e tecnologia si intrecciano invece nella prima personale istituzionale italiana di Aziza Kadyri. In «Choreography of the Latent», l’artista uzbeka residente a Londra rielabora la storia della nonna e il suo sogno giovanile di diventare danzatrice di danze tradizionali, ostacolato dalle strutture patriarcali degli anni Cinquanta. Tessitura e ricamo dialogano con Intelligenza Artificiale, machine learning e motion tracking, dando forma a una coreografia immaginaria che riunisce memoria familiare e movimento.

La dimensione politica è al centro di «La Ragnatela» di Andrea Bowers, artista statunitense da oltre trent’anni impegnata all’incrocio tra arte e attivismo. La mostra si concentra sugli ecofemminismi e sui movimenti femministi antinucleari e per il disarmo degli anni Ottanta, con un nucleo dedicato al Campo delle donne di Comiso, nato nel 1983 contro l’installazione di una base Nato. Nuove opere e materiali d’archivio ricostruiscono una rete transnazionale di alleanze e riportano alla luce una pagina significativa delle lotte femministe e pacifiste.

Completa il programma «...Pop.!Crash/(LOON)» di Louis Morlæ (che rimarrà aperta fino all’11 gennaio 2027), vincitore dell’illy Present Future 2025 Prize e protagonista, in occasione di Artissima 2026, della sua prima personale italiana. Tra scultura, design, video e musica, l’artista costruisce un immaginario fantascientifico a partire da tecnologie già disponibili. Sculture ispirate agli airbag e un video realizzato con l’intelligenza artificiale trasformano il crash test in una metafora del rapporto con un futuro in cui la tecnologia oscilla tra promessa di salvezza e possibilità di catastrofe.

Alessia De Michelis, 07 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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