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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliPilates tra i templi dorici, Tai Ji Quan tra le rovine, laboratori dedicati alla memoria degli anziani, percorsi multisensoriali per bambini e famiglie, guide in Comunicazione Aumentativa Alternativa e attività che porteranno il patrimonio archeologico negli ospedali e nelle Rsa. È un museo che esce dalla propria dimensione tradizionale quello immaginato dai Parchi archeologici di Paestum e Velia, dove la fruizione del patrimonio si intreccia con salute, inclusione e partecipazione.
Le iniziative spaziano dall’attività fisica alla stimolazione cognitiva, dallo storytelling ai percorsi intergenerazionali, fino a «Arte che Cura», che trasferirà l’esperienza culturale nei luoghi della cura. L’obiettivo non è ampliare semplicemente l’offerta educativa, ma sperimentare un modello in cui il patrimonio archeologico diventa uno strumento di benessere individuale e collettivo.
A sostenere questo approccio è una rete che coinvolge Icom Campania, Università, sistema sanitario, associazioni e terzo settore. Il progetto «Musei in Salute» punta infatti a costruire un modello di welfare culturale fondato su basi scientifiche, capace di trasformare il museo in un ecosistema di relazioni e di produrre pratiche replicabili anche nelle politiche pubbliche.
È in questo quadro che nasce «Il Benessere è un’opera d’arte», il programma presentato al Museo Archeologico Nazionale di Paestum dai Parchi archeologici di Paestum e Velia. L’iniziativa si inserisce nel Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute e rafforza una visione del patrimonio che supera la sola funzione conservativa per assumere un ruolo attivo nella qualità della vita delle comunità.
«I luoghi della cultura non devono limitarsi a custodire il passato, ma dialogare con le comunità e favorire il benessere individuale e collettivo», ha dichiarato la direttrice Tiziana D’Angelo, sintetizzando un progetto che propone i due siti Unesco come laboratorio permanente di sperimentazione tra archeologia, salute e innovazione sociale.
Giorgio Valentini
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