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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUn millennio prima di Stonehenge (il sito neolitico vicino ad Amesbury nello Wiltshire, Regno Unito, datato tra il 3100 e il 1600 a.C., Ndr), nell’Europa centrale esisteva già un monumento concepito per seguire i cicli del Sole e della Luna. È quanto emerge dalle ricerche condotte dagli archeologi nei pressi di Chleby, nella Boemia Centrale, dove è stato individuato un recinto rituale risalente a oltre 6.500 anni fa, tra le più antiche strutture monumentali di questo tipo mai documentate nella regione.
Il complesso, costruito dalle prime comunità agricole, aveva un diametro di circa 230 metri ed era delimitato da un fossato profondo oltre 2,5 metri, attraversato da dodici ingressi disposti apparentemente in modo irregolare. «I recinti circolari sono completamente sconosciuti nella nostra regione per questo periodo, il che rende già il sito eccezionale. Ma quando abbiamo iniziato ad analizzare nel dettaglio la disposizione degli ingressi, è diventato chiaro che non erano casuali. La loro geometria creava un sistema che permetteva di osservare i momenti più significativi dei cicli solari e lunari», ha spiegato Petr Krištuf del Dipartimento di Archeologia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Boemia Occidentale, che dirige la ricerca.
Due sono i principali punti di osservazione individuati: uno collegato alle posizioni estreme della Luna sull’orizzonte nel suo ciclo di circa 18 anni, l’altro allineato con l’alba del Solstizio d’estate e il tramonto del Solstizio d’inverno. Un principio analogo è riconoscibile nell’asse principale di Stonehenge, ma la datazione dei materiali organici dimostra che Chleby fu progettato più di mille anni prima.
La funzione rituale del sito è suggerita anche dai reperti rinvenuti nel fossato: teschi e corna di toro, forse un tempo collocati presso gli ingressi monumentali, oltre a resti umani. In epoche successive il luogo cambiò funzione: durante l’Età del Bronzo vi furono deposti progressivamente circa 18 individui della cultura Únětice, mentre nell’Età del Ferro il santuario sembra aver perso definitivamente il proprio significato, lasciando spazio a un insediamento.
La ricerca, condotta dall’Università di Westminster in collaborazione con le Università della Boemia Occidentale, Carolina e Hradec Králové, proseguirà con l’analisi chimica dei suoli, per ricostruire le diverse modalità d’uso del sito nel corso della preistoria.
Veduta dei resti del santuario a Chleby. © Università della Boemia Occidentale di Pilsen
Giorgio Valentini
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