Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«San Giorgio e il drago» (1699) di Musa ibn Istiphan, Aleppo (particolare)

© Saint-Pétersbourg, Musée de l’Ermitage

Image

«San Giorgio e il drago» (1699) di Musa ibn Istiphan, Aleppo (particolare)

© Saint-Pétersbourg, Musée de l’Ermitage

Tra cristiani d’Occidente e d’Oriente una osmosi vivificante

Raphaëlle Ziadé presenta cronologicamente, dal I al XIX secolo, i luoghi, i fenomeni e gli oggetti artistici che hanno segnato le travagliate vicende dei territori tra l’Eufrate e il Nilo

Virtus Zallot

Leggi i suoi articoli

Monumentale per dimensioni, numero di pagine e repertorio di (splendide) immagini,  il volume di Raphaëlle Ziadé ricostruisce la storia dell’arte dei cristiani di Medio Oriente attraverso le travagliate vicende di quei territori, ancor oggi teatro di incontri e scontri, anche interreligiosi. Particolare rilievo riserva all’osmosi spirituale con l’Occidente cristiano, vivificata dalla frequentazione dei pellegrini e dei crociati che si recavano ai luoghi santi e dalla conseguente importazione in Europa di immagini, per questo conservate nelle nostre chiese e nei nostri musei. Altre immagini sono giunte in Occidente a seguito di scavi e asportazioni più recenti, purtroppo estraniate dal contesto originario ma anche, in alcuni casi, salvate dalla distruzione.

Ziadé presenta i luoghi, i fenomeni e gli oggetti artistici in sequenza cronologica, osservandone la produzione e l’uso dal I al XIX secolo e sempre contestualizzandoli nelle specifiche condizioni spaziali e storiche. Ciascuna opera è descritta con precisione e rimando alle fotografie del testo. La sua analisi evidenzia la pervasività delle immagini poste al servizio dell’esegesi, della catechesi, della preghiera e della liturgia. Erano inoltre realizzate con tecniche e materiali diversi: dal legno all’avorio ecc. Il volume di Ziadé è contributo importante non solo per conoscere e comprendere un’altra storia, ma per approfondire la nostra e, nel contempo, per sensibilizzare alla tutela di un patrimonio che il passato e il presente rendono fragile, nella consapevolezza della sua appartenenza a una memoria comune.

L’arte dei cristiani d’Oriente. Dall’Eufrate al Nilo
di Raphaëlle Ziadé, trad. di Luca Bianco, 608 pp., ill., Einaudi, Torino 2024, € 150

La copertina del volume

Virtus Zallot, 22 novembre 2024 | © Riproduzione riservata

Virtus Zallot

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Un giovane studioso, Angelo Passuello, ha riconosciuto il santo in un lacerto di affresco della Chiesa di San Lorenzo di cui ha ricostruito la datazione (la più antica?) e il contesto 

Il nuovo volume nella collana «I viaggi dell’architetto» segue gli itinerari attraverso l’Italia, la Francia e la Germania che hanno influenzato due secoli di storia dell’architettura

In un recente volume Beatrice Del Bo indaga i meccanismi e i riti della vergogna e della diffamazione, relazionandoli ai corrispondenti «dispositivi della retorica iconografica» ed evidenziando, per esempio, la citazione di pratiche reali entro la pittura infamante o negli Inferni dipinti

Solo i grandi artisti hanno saputo (e sanno) affrontare l’azzardo iconografico della vittoria di Cristo sulla morte

 

Tra cristiani d’Occidente e d’Oriente una osmosi vivificante | Virtus Zallot

Tra cristiani d’Occidente e d’Oriente una osmosi vivificante | Virtus Zallot