Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliA febbraio gli archeologi della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Provincia autonoma di Trento hanno rinvenuto una necropoli di epoca preromana nel capoluogo trentino. Il ritrovamento, avvenuto in occasione dei lavori di restauro e riqualificazione di un edifico storico in via Santa Croce, era stato accolto come «una scoperta incredibile, che ci mostra una nuova storia della città di Trento, non più quindi solo come città romana», nelle parole della vicepresidente e assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa.
Quest’ultima interverrà mercoledì 27 agosto, nella sala Gerola del Castello del Buonconsiglio, per presentare il sito al pubblico assieme al soprintendente Franco Marzatico e alla sostituta direttrice dell’Ufficio beni archeologici provinciale Elisabetta Mottes.
La necropoli risale al primo millennio avanti Cristo, tra il IX il IV secolo, e sarebbe costituita da oltre 200 tombe, complete di prestigiosi corredi, caratterizzate dal rito della cremazione indiretta, che rappresentano solo una parte di quelle potenzialmente conservate nel sottosuolo ancora da indagare. Per gli esperti, il sito faceva parte dell’alveo di piena del torrente Fersina e proprio la presenza del corso d’acqua ne avrebbe consentito la conservazione, sigillandolo sotto i detriti alluvionali.
«L’Età del Ferro è un periodo di profonde trasformazioni dal punto di vista storico-culturale in tutto il mediterraneo, nell’arco alpino e oltralpe. I popoli alpini non sono isolati, intrattengono relazioni e scambi con le genti della pianura Padana in particolare fra il 900-700 a.C. con la zona emiliana, con la fiorente civiltà degli etruschi e di seguito con i Veneti e altre genti delle Alpi, aveva spiegato Marzatico a febbraio. Nell’archeologica in corso di scavo abbiamo la possibilità di riconoscere l’élite di una società che evidentemente era insediata nella conca di Trento e che rappresentava il suo potere e prestigio attraverso la deposizione di oggetti emblematici del proprio status privilegiato».
Altri articoli dell'autore
L’edizione di quest’anno si distingue per la forza delle storie raccontate e per la partecipazione globale, confermando il ruolo centrale dell’immagine nella sensibilizzazione ambientale. Fino al 12 luglio, lo scatto vincitore sarà esposto al National History Museum di Londra insieme alle menzioni d’onore
Dalle ultime uscite premiate agli Oscar a pellicole più sperimentali: il programma della sala cinematografica si intreccia con la settimana dell’arte milanese
Al Château La Coste un ampio nucleo di opere storiche affianca un intervento recente con focus sui pini marittimi, offrendo una sintesi della pratica dell’artista newyorkese dagli anni Settanta a oggi
In edizione limitata, le bottiglie in vetro del marchio francese sono decorate con due versioni del celebre «Balloon Dog» dell’artista americano: rosa per l’acqua naturale e blu per quella frizzante



