Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

I ricercatori della Fondazione Relicta hanno studiato il sito ricorrendo a perforazioni in profondità, rilievi geofisici e scansioni lidar

Foto: Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.

Image

I ricercatori della Fondazione Relicta hanno studiato il sito ricorrendo a perforazioni in profondità, rilievi geofisici e scansioni lidar

Foto: Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.

Stolzenberg, il villaggio medievale polacco sepolto da una fitta foresta in Pomerania

Un team di ricercatori della Relicta Foundation ha utilizzato anche rilevamenti geofisici, Lidar con droni e carotaggi profondi per indagare su un’area di circa 6 ettari. Nel 2020 una ricerca con metal detector aveva «fruttato» fibbie di cintura, attrezzi, spille e monete

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

In Polonia i ricercatori della Relicta Foundation, organizzazione archeologica polacca specializzata nella ricerca di città perdute, sono convinti di aver trovato delle tracce di Stolzenberg, un villaggio medievale scomparso, ora sepolto in una fitta foresta alle porte di Sławoborze, nella regione nord-occidentale della Pomerania. Finora il sito, che si estende su una superficie di circa 6 ettari, ha rivelato 1.500 anomalie in superficie, che vanno da monete antiche a resti di edifici, molti dei quali confermerebbero la sua presunta identità storica.

L’impresa è iniziata nel 2019, quando alcuni membri della Relicta Foundation si sono imbattuti per caso in un volume del 1909 che documentava le città e i villaggi della contea di Kolberg-Körlin, regione attestata in Pomerania tra il 1872 e il 1945, durante il Regno di Prussia. Quel libro faceva riferimento a una città «scomparsa» i cui resti si potevano trovare nei pressi di Sławoborze. Purtroppo, un’indagine preliminare in loco non diede alcun risultato. Allora, i membri della Relicta Foundation hanno provato a setacciare il bosco a circa un miglio a sud, dove un fossato a forma di ferro di cavallo profondo circa 5 metri e circondato da bastioni ha attirato la loro attenzione.

Nel 2020 una squadra di cercatori con metal detector è tornata sul posto per setacciarlo e ha trovato 400 reperti archeologici databili dall’Età del Bronzo fino alla Seconda guerra mondiale. «I reperti più preziosi per noi erano quelli medievali, perché ci confermavano il fatto che il sito era in uso all’epoca», ha dichiarato a Fox News l’archeologo della Relicta Foundation Marcin Krzepkowski. Tra questi c’erano fibbie di cintura, attrezzi, spille e monete. I reperti più antichi superavano di gran lunga quelli moderni, suggerendo che Stolzenberg fosse probabilmente stata abbandonata nel XVI secolo.

Ulteriori indagini non invasive condotte nel corso del 2025 con il sostegno del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale polacco hanno praticamente confermato l’ipotesi che questi terreni un tempo ospitassero Stolzenberg. Rilevamenti geofisici, Lidar con droni e carotaggi profondi condotti in collaborazione con diverse altre organizzazioni polacche hanno rivelato i resti sepolti di edifici e quartieri cittadini incompiuti, il tutto organizzato in un ordinato piano urbanistico in stile tedesco. La datazione al radiocarbonio, nel frattempo, ha collocato il periodo di massima fioritura del sito intorno al XIV secolo, confermandone ulteriormente l’origine medioevale.

Tuttavia, le ricerche sono tutt’altro che concluse. Gli esperti devono ancora stabilire chi, esattamente, abbia fondato Stolzenberg. Sono inoltre ansiosi di determinare con precisione il numero di abitanti del villaggio e di capire perché sia caduto nell’oblio prima ancora che molti dei suoi edifici potessero essere completati. Le ipotesi sono numerose. Forse Stolzenberg fu vittima di un’inondazione; forse le rotte commerciali locali caddero in disuso, isolandolo dal resto della società. Potrebbe anche essersi verificata una battaglia o un’invasione. Krzepkowski ritiene che sia stata una combinazione di tali fattori a determinare la fine di Stolzenberg, piuttosto che un singolo evento. Per ora, lui e il suo team sperano soprattutto di mappare Stolzenberg in modo più esauriente.

Gaspare Melchiorri, 23 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Identificata nel corso di un recente intervento di restauro, la «Madonna con il Bambino e san Giovanni Evangelista» è l’opera che ha lanciato la carriera del giovane pittore. È in un ottimo stato di conservazione

Le fasi più antiche del complesso sono documentate da antefisse e ceramiche di età augustea e tiberiana, che indicano il livello della residenza nel I secolo d.C. Tra IV e VI secolo i materiali dimostrano un cambiamento nell’utilizzo degli ambienti

Ha concentrato sempre la propria attenzione sulle avanguardie e sull’arte concettuale, ma la sua vera vocazione è stata quella del mecenatismo istituzionale: da una sua donazione di un milione e mezzo di oggetti è nato a Dresda l’Archivio delle Avanguardie

Quello occorso nel Beneventano è l’ennesimo ritrovamento effettuato in Campania lungo il tracciato della «Regina Viarum», in un tratto, compreso tra le antiche Caudium e Beneventum, che si conferma strategico nell’antichità

Stolzenberg, il villaggio medievale polacco sepolto da una fitta foresta in Pomerania | Gaspare Melchiorri

Stolzenberg, il villaggio medievale polacco sepolto da una fitta foresta in Pomerania | Gaspare Melchiorri