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Nicola Samorì, «Flora. Gli esordi di Philippe», 2023–2024, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

. Foto © Rolando Paolo Guerzoni.

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Nicola Samorì, «Flora. Gli esordi di Philippe», 2023–2024, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

. Foto © Rolando Paolo Guerzoni.

«Stills of Peace and Everyday life» mette in dialogo Italia e Argentina

Il programma estivo curato da Fondazione Aria fa interagire mondi e sguardi differenti attraverso mostre, cinema e letteratura: una rassegna di eventi che pone le basi per una comunità dell’incontro, dove l’arte è strumento di coesione di fronte al disordine di un mondo frammentato

Margherita von Guggenberg

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Si rinnova l’appuntamento con Stills of Peace and Everyday Life, la rassegna internazionale ideata da Fondazione ARIA con la Direzione Artistica di Giovanna Dello Iacono che, giunta alla tredicesima edizione, continua ad ampliare lo sguardo del panorama artistico oltre i confini nazionali. Dal 2013 il progetto porta in Abruzzo artisti affermati e talenti emergenti della scena contemporanea, collaborando con ambasciate e istituzioni culturali di tutto il mondo e coinvolgendo ogni anno decine di migliaia di visitatori. L’arte diventa così uno strumento critico per leggere il presente e costruire occasioni di incontro tra culture differenti. 

Nel 2026 la rassegna rivolge lo sguardo all’Argentina, completando la trilogia dedicata all’America Latina, iniziata nel 2024 con il Messico e proseguita nel 2025 con la Colombia. «Con Global Identity intendiamo indagare l’identità come dispositivo relazionale e processo in divenire, generato dalla stratificazione di memorie, appartenenze e attraversamenti culturali. In una contemporaneità segnata da migrazioni, ibridazioni e conflitti, l’incontro con l’alterità diviene uno spazio di negoziazione capace di ridefinire tanto la dimensione individuale quanto quella collettiva», afferma la direttrice artistica Giovanna Dello Iacono. Cinque mostre, undici artisti e un articolato programma di cinema e letteratura accompagneranno il pubblico attraverso linguaggi, esperienze e prospettive differenti. Il gruppo curatoriale riunisce Giovanna Dello Iacono, Paolo Dell’Elce, Eva Comuzzi, Martina Juncadella, Maria Letizia Paiato, Giuliana De Petris e Giuseppe Zanni. Ne emerge uno spazio di confronto in cui le contaminazioni culturali della contemporaneità diventano occasione di conoscenza reciproca e riflessione collettiva. Il programma prenderà il via nel pomeriggio del 4 luglio, nel Chiostro di Palazzo Ducale di Atri, con l’inaugurazione delle prime due mostre, ospitate nelle Cisterne di Palazzo Acquaviva. Muovendo dall’Argentina come esempio di sincretismo culturale, la mostra «Global Identity», curata da Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato, pone in dialogo Luciana Lamothe e Nicola Samorì, artisti formalmente distanti ma accomunati da una ricerca sul punto di rottura della materia: le loro opere destabilizzano il canone e lo spazio, interrogando fragilità, controllo e trasformazione per dare forma a un’identità globale nata dall’incontro tra differenze. Accanto a loro, la collettiva «Stills of Peace for Young», curata da Eva Comuzzi e Giovanna Dello Iacono, darà voce a una nuova generazione di artisti italiani e argentini: Satya Forte, Agustina Leal, La Porkeria Mala, Gianlorenzo Nardi e Maria Positano. Uniti da eredità culturali differenti, gli artisti riflettono sui legami sociali ed emotivi del nostro tempo, immaginando nuove forme di connessione e appartenenza. 

Un capitolo autonomo della rassegna è rappresentato dal progetto speciale «Rodolfo Zanni. Note dall’oblio», ospitato dal 4 luglio nelle sale del Palazzo Ducale. Curato da Giuseppe Zanni, il progetto è dedicato al compositore italo-argentino le cui origini familiari sono legate ad Atri. Più che una semplice retrospettiva, costituisce un’azione di riscoperta e restituzione della sua memoria, offrendo al contempo una testimonianza dei flussi migratori che da secoli uniscono Italia e Argentina e hanno contribuito alla formazione di una cultura condivisa e profondamente ibrida. 

A Pescara, nello spazio s.l.m.00 – zerozerosullivellodelmare, sarà visitabile dal 5 luglio la mostra «L’uguale, il diverso», curata da Paolo Dell’Elce. Le opere di Armando Di Antonio e María Zorzon entrano in dialogo per sviluppare una riflessione sul corpo come luogo di memorie personali e collettive. I due distinti percorsi fotografici esplorano le trasformazioni che attraversano l’esperienza umana: dall’impatto sociale e individuale delle migrazioni argentine ai conflitti più intimi. La fotografia diventa così mediatrice della complessità del vissuto. Al termine dell’estate, dal 5 settembre, tornerà nel programma di Stills of Peace l’artista Martina Marini Misterioso, già ospite della XII edizione dedicata alla Colombia. Nella Chiesa di Sant’Anna di Pescara presenterà «Oh madre!», mostra curata da Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato, realizzata in collaborazione con YAG/garage. Un’indagine sulle forme dell’accudimento e della crescita, affidata al linguaggio della scultura, che riflette sul modo in cui le relazioni plasmano l’identità, generando cura o conflitto e ponendoci in una condizione di continua trasformazione. 

Satya Forte, «Paesaggio diviso», 2025, Roma, Foto © Giovanni Anselmi Tamburini.

Stills of Peace si sviluppa inoltre attraverso un articolato calendario di eventi collaterali e iniziative parallele, chiamati ad ampliare il confronto sui temi della Global Identity. Dal 6 luglio, la rassegna «Cine Argentina, curata dalla regista argentina Martina Juncadella, condurrà il pubblico, attraverso sei appuntamenti, dentro storie profondamente radicate nella cultura sudamericana. Film recenti e titoli del passato offriranno linguaggi e punti di vista differenti per indagare il rapporto con la propria terra. Nella stessa data prenderà avvio «Stills Story», percorso letterario curato da Giuliana De Petris e articolato in quattro incontri, ciascuno dedicato a un’opera della letteratura contemporanea argentina. Ad aprire la rassegna sarà «Sant’Uffizio della memoria di Mempo Giardinelli», romanzo nel quale identità frammentate e voci familiari si intrecciano con gli ultimi anni della dittatura argentina. Il volume sarà presentato da Dino Viani, legato allo scrittore da una lunga amicizia e da comuni trascorsi professionali tra Argentina e Italia.

Con il suo calendario di mostre, incontri ed eventi, Stills of Peace consolida il proprio ruolo di piattaforma culturale internazionale. Fondazione ARIA conferma così il proprio impegno nella costruzione di una comunità fondata sull’incontro, capace di utilizzare l’arte e la cultura per interpretare criticamente le complessità del presente globale.

Margherita von Guggenberg, 03 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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