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Margherita von Guggenberg
Leggi i suoi articoliNel panorama artistico contemporaneo, fatto di un globalismo spesso retorico, Mario Vespasiani (1978) si distingue per una ricerca che interpreta l’arte come esperienza totale, capace di integrare pittura, scrittura e musica in un unico organismo, intimamente legato al territorio a cui si è ispirato. La sua poetica abita così la tela, ma solo per superarne la superficie. Per l’autore il colore è materia emotiva e la figura un’apparizione che punta a indagare il sacro, la memoria e i territori più profondi della percezione umana. È un’arte che cerca costantemente una connessione tra lo spirito e la realtà, fuggendo l’estetismo fine a se stesso per farsi strumento di dialogo e di crescita comune. Visione filosofica che trova naturale campo d’applicazione nelle Marche, terra che per l’artista rappresenta una vera e propria missione culturale.
Qui Vespasiani ha scelto di non essere un autore isolato nel proprio studio, ma di farsi promotore di una «vocazione rinascimentale» che mette l’intellettuale al servizio della comunità. Ne sono prova le numerose iniziative che hanno segnato il territorio, come la rassegna sul pensiero contemporaneo «Indipendenti, Ribelli e Mistici» (2025) o la valorizzazione critica di figure chiave come Osvaldo Licini, di cui l’artista è stato uno dei principali fautori negli ultimi anni attraverso mostre e iniziative ad Ascoli Piceno. Il legame con il territorio marchigiano si esprime con particolare forza nel progetto del «TheMVseo» a Ripatransone, museo di prossima apertura in provincia di Ascoli Piceno. Lo spazio di mille metri quadrati, concepito per far dialogare le opere di Vespasiani con un bosco adiacente, sarà la sintesi perfetta della sua poetica: un luogo dove la contemplazione artistica si fonde con la natura, superando il concetto tradizionale di museo per diventare un’esperienza sensoriale completa. Anche nei gesti apparentemente più distanti dalla pittura, come la scrittura di riflessioni poetiche, saggi e narrazioni, o l’ideazione di giochi didattici (UNIVIUM), si avverte la medesima tensione etica. Il riconoscimento ottenuto dal presidente Sergio Mattarella, che ne ha lodato lo straordinario uso del colore, conferma lo stile chiaro, essenziale e visionario del pittore, capace di attualizzare e interpretare la tradizione dei grandi maestri. Mario Vespasiani rimane dunque un artista che abita il mistero dell’invisibile, ma che tiene i piedi ben piantati nella propria terra, dimostrando che l’arte può e deve essere, prima di tutto, una forma di vita partecipata.
Margherita von Guggenberg
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