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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliSposarsi nei «luoghi della cultura»: ora sono queste le location più ricercate, rappresentando il 65,7% delle scelte complessive. Nel dettaglio: ville (26,0%), residenze storiche (13,7%), castelli (13,2%), borghi (12,8%). I dati sono emersi a Roma, nel St. Regis Hotel, dalla ricerca dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy realizzata da Convention Bureau Italia, «la porta di accesso alla destinazione Italia per il settore Mice, ovvero Meetings, incentives, conferences, events, che ha sede a Firenze e rappresenta oltre 3.500 aziende italiane specializzate nell’organizzazione di eventi, congressi e wedding di alto livello». Senza dimenticare che a Firenze si svolge «Italy for Weddings-The Event», il primo evento nazionale dedicato al wedding ideato da Italy for Weddings con la conduzione di Enit.
L’Italia, si legge nel rapporto sviluppato dal Centro Studi Turistici di Firenze, «è in cima alla classifica dei paesi più scelti dalle coppie straniere», con «una destinazione unica nel panorama internazionale grazie a posizione geografica strategica, oltre 40 aeroporti internazionali, eccellenze culturali riconosciute». Il fatturato è di 1,1 miliardi di euro, con un budget medio per evento di 67mila euro, per una media di 64 invitati. Regioni di maggior interesse: Toscana, Lombardia, Campania, Piemonte, Sicilia, Puglia, Veneto, Lazio. Aree più richieste: Lago di Como, Costiera Amalfitana, Chianti, Lago di Garda, Lago Maggiore, Val d’Orcia, Franciacorta, Langhe. Città principali: Roma, Firenze, Venezia, Siena, Verona, Milano, Napoli, Palermo. La domanda estera si conferma estremamente solida.
Gli Stati Uniti consolidano la loro posizione di leader assoluto, rappresentando da soli il 31,7% delle richieste totali, seguiti da Regno Unito e Germania. Tuttavia, l’analisi strategica di Italy for Weddings evidenzia un trend cruciale per il futuro: la necessità di diversificare per garantire sostenibilità. Sebbene il mercato americano rimanga trainante, è fisiologico attendersi una stabilizzazione. Per questo, l’ente sta guidando gli operatori verso i mercati a lungo raggio alternativi: segnali estremamente positivi arrivano infatti da Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina, nazioni su cui Italy for Weddings sta concentrando le azioni promozionali.
Tutti questi dati, commentano la presidente di Convention Bureau Italia, Carlotta Ferrari, e il direttore Tobia Salvadori, «certificano la definitiva maturazione di un settore che rappresenta un asset strategico per il Paese. L’Italia ha saputo trasformare il proprio patrimonio in un brand globale; ora dobbiamo presidiare i mercati con una strategia coesa, guardando oltre i confini tradizionali e puntando sui nuovi mercati long-haul. È qui che il ruolo di Italy for Weddings diventa imprescindibile: siamo un punto di riferimento che unisce le destinazioni e gli operatori privati sotto un’unica bandiera per competere nello scenario globale». Il ministro del Turismo Daniela Santanchè ha sottolineato «la tendenza sempre più diffusa a scegliere borghi meno noti, spesso legati alle radici delle coppie, e periodi meno canonici», scelta che «favorisce la destagionalizzazione dei flussi e la valorizzazione delle eccellenze territoriali e professionali italiane».
Dove vogliono sposarsi gli stranieri? Richieste significative si registrano per masserie, cantine, siti archeologici, rifugi, strutture situate nei boschi, barche a vela, yacht, spazi aperti per street wedding. L’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha affermato che «lo sviluppo del settore wedding nel 2025, con Roma in crescita del 7,8% sul 2024 con 750 eventi ospitati, è la conferma di come il turismo sia una scienza esatta. E vogliamo continuare a sviluppare anche il settore del wedding, un valore aggiunto per la filiera turistica cittadina: in termini strettamente economici e in una prospettiva di destagionalizzazione dei flussi». Annunciando che intende «creare una lista di nuovi spazi culturali, comunali, per chi vuole sposarsi, allargando l’offerta di luoghi indimenticabili».
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