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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliIl Museo Galileo di Firenze e il Museo Nazionale Romano hanno firmato un protocollo d’intesa, valido per tre anni, rinnovabile, per realizzare attività di valorizzazione del patrimonio culturale, con focus sulle relazioni fra antichità, scienza, tecnica e arte. Le due istituzioni si impegnano a promuovere attività di ricerca e di studio sulle proprie collezioni, anche in relazione alle raccolte di altre istituzioni; attività didattiche, di formazione e di divulgazione; la realizzazione di esposizioni, convegni e altre iniziative pubbliche volte ad avvicinare il grande pubblico alla scoperta del prezioso patrimonio culturale custodito dai due musei. Per Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo, si tratta di un «ampio programma di collaborazione scientifica e istituzionale con il Museo Nazionale Romano. Siamo felici di proseguire il nostro impegno al fianco dei musei nazionali per approfondire ed esporre il determinante contributo dato da protagonisti, idee e invenzioni del mondo antico alla storia della scienza. È a partire da comuni progetti di conoscenza che si può dare una forma sempre più ambiziosa al Sistema Museale Nazionale, e organizzare iniziative e servizi rivolti alla comunità scientifica e al grande pubblico».
Da parte di Federica Rinaldi, direttrice del Museo Nazionale Romano, si evidenzia la volontà di realizzare «attività congiunte di ricerca e valorizzazione. L’accordo nasce dalla volontà condivisa di mettere in dialogo competenze, collezioni e professionalità delle due istituzioni, con l’obiettivo di offrire al pubblico percorsi espositivi innovativi e scientificamente rigorosi, capaci di raccontare il patrimonio archeologico e storico-scientifico attraverso nuove chiavi di lettura. Particolare attenzione sarà dedicata alla progettazione di mostre, installazioni e apparati didattici che illustrino lo sviluppo delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecniche nell’antichità, evidenziandone l’eredità nel pensiero e nella cultura europea. La collaborazione rappresenta un passo significativo verso una valorizzazione integrata del patrimonio culturale, nella convinzione che il dialogo tra archeologia e storia della scienza possa contribuire a una più ampia comprensione delle radici della modernità».
Fra le prime attività comuni, l’organizzazione di una mostra dedicata a «Gli obelischi dall’antichità al Rinascimento». Sarà inoltre elaborato il progetto di un’esposizione dedicata alle forme di sapere scientifico e tecnico nel mondo romano, valorizzando i reperti archeologici del Museo Nazionale Romano, anche in vista di un’eventuale nuova sala permanente del museo stesso. Infine, la collaborazione tra le due istituzioni è funzionale all’ideazione di una mostra sul tema «Magia, astrologia e scienza nel mondo romano».
La Sfera armillare di Antonio Santucci risalente al XVI secolo conservata al Museo Galileo di Firenze
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