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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl porto romano fluviale di Seripola, nel territorio comunale di Orte (Vt), torna ad aprirsi ai visitatori dopo gli interventi di recupero e valorizzazione finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’appuntamento è fissato per domenica 18 ottobre, alle 10.30, con una visita guidata condotta dalla funzionaria archeologa referente di zona, la dottoressa Carlotta Schwarz, che illustrerà i lavori realizzati dalla Soprintendenza nell’ambito del programma «Caput Mundi-Next Generation Eu per grandi eventi turistici».
Affacciato sulla sponda sinistra del Tevere e situato lungo il tracciato dell’antica Via Amerina, il porto di Seripola (che è anche un «Luogo del Cuore» del Fai-Fondo Ambiente Italiano) rappresenta una testimonianza significativa della navigazione fluviale in età romana. Questo sito faceva parte di una rete di collegamenti commerciali che univa Roma ai territori dell’Italia centrale, favorendo gli scambi tra il Lazio e l’Umbria. I resti di strutture portuali, edifici e percorsi stradali restituiscono ancora oggi l’immagine di un insediamento strategico per l’economia e la mobilità dell’antichità.
La scoperta delle strutture risale agli anni Sessanta, durante i lavori per la costruzione dell’Autostrada del Sole. Le successive campagne di scavo, condotte dalla Soprintendenza tra gli anni Settanta e Novanta, hanno permesso di ricostruire parte dell’organizzazione dell’antico complesso. Nel tempo, tuttavia, l’azione erosiva del Tevere e le ripetute esondazioni hanno compromesso la conservazione del sito. Particolarmente gravi furono i danni provocati dall’alluvione del 2012, che sommerse l’area archeologica danneggiando anche le coperture protettive.
Il recente progetto ha affrontato queste criticità attraverso il restauro e il consolidamento delle strutture, accompagnati dalla manutenzione straordinaria delle coperture, con la sostituzione dei pannelli e il ripristino del sistema di raccolta e smaltimento delle acque piovane. Sono stati inoltre realizzati nuovi percorsi di visita, aggiornati i pannelli informativi e didattici e introdotte soluzioni per migliorare l’accessibilità e rendere il patrimonio più fruibile.
L’intervento, inserito nel programma di tutela dei luoghi della cultura interessati dal Giubileo 2025, restituisce così al pubblico porzioni più ampie del complesso in condizioni di maggiore sicurezza. Restano però necessarie ulteriori opere di protezione, soprattutto lungo il fronte rivolto al fiume, dove erosione e dissesto continuano a rappresentare una minaccia.
Il percorso di valorizzazione proseguirà con nuove risorse stanziate dal Ministero della Cultura per il restauro dei mosaici dell’area termale, tra gli elementi di maggiore interesse del luogo. La visita di domenica sarà dunque l’occasione per conoscere da vicino un patrimonio che racconta il ruolo del Tevere come via di comunicazione e commercio e che, grazie agli interventi in corso, punta a ritrovare un posto di rilievo nella conoscenza dell’archeologia dell’Italia romana.
Roberto Mercuzio
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