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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliTornano a splendere le grandi carte geografiche olandesi del XVII secolo conservate a Palazzo Spinola, a Genova. Si è concluso l’intervento di restauro di sei esemplari monumentali, sostenuto dalla Fondazione Friends of Genoa attraverso l’ArtBonus e i cofinanziamenti ministeriali. Un progetto che restituisce al pubblico testimonianze della storia della cartografia e dell’immaginario europeo del Seicento.
Le quattordici mappe che compongono la collezione, esposte a rotazione lungo lo scalone monumentale del palazzo, appartengono alla raccolta storica della Galleria, donata dai Marchesi Spinola nel 1958. Di grande formato e notevole qualità esecutiva, documentano le conoscenze geografiche della seconda metà del Seicento, arricchite da illustrazioni, testi, figure allegoriche e curiosi dettagli etnografici.
Tra le opere appena restaurate spicca la «Nova totius terrarum orbis tabula», un planisfero realizzato ad Amsterdam intorno al 1660-63, impreziosito dalle Allegorie dei Quattro Continenti allora conosciuti. Di particolare interesse è anche la «Tabula Nova XVII Belgi Provinciarum», che rappresenta i territori delle antiche Fiandre, divisi tra le province meridionali sotto il dominio spagnolo e quelle settentrionali indipendenti.
Completa il gruppo la serie dedicata ad Asia, Europa, America e Africa, dove le informazioni geografiche si intrecciano con personaggi, animali esotici e rappresentazioni allegoriche. Le carte offrono così uno sguardo non soltanto sulle conoscenze dell’epoca, ma anche sulle curiosità e sui limiti della visione europea del mondo.
Il restauro ha puntato a recuperare la planarità dei supporti e a migliorarne la conservazione. Le operazioni hanno previsto la pulitura e la deacidificazione della carta, la rimozione di adesivi e materiali utilizzati in precedenti restauri, il consolidamento delle superfici, il reintegro delle lacune e l’integrazione cromatica. Sono stati inoltre rinnovati gli elementi di finitura, con nastri e bastoni terminali coerenti con quelli originari.
«I Musei Nazionali di Genova hanno trovato nei Friends of Genoa un interlocutore disponibile e sensibile alla tutela del patrimonio culturale», ha sottolineato Marie Luce Repetto, conservatore di Palazzo Spinola, ricordando come il progetto fosse atteso da tempo. Le mappe erano anche simboli di prestigio per una nobiltà mercantile come quella genovese, per la quale la conoscenza geografica rappresentava uno strumento fondamentale per i commerci.
Per Tea Raggi, direttrice della Fondazione Friends of Genoa, l’intervento dimostra l’efficacia della collaborazione tra pubblico e privato. Attraverso l’ArtBonus, un contributo privato pari a circa il 10% del costo complessivo ha consentito al Ministero di sbloccare le risorse necessarie per completare i lavori.
Il progetto conclude un percorso di recupero che aveva già interessato il grande planisfero e altre sette carte di dimensioni minori, contribuendo alla salvaguardia dell’intera collezione. Un risultato che permette di preservare opere di grande valore storico e artistico e di renderle nuovamente fruibili, mantenendo viva la memoria culturale della città.
Roberto Mercuzio
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