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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliArte, bellezza e fede come antidoti a una società dominata dalla tecnologia, dall’efficienza e dalla ricerca del profitto. È questo il filo conduttore del discorso rivolto da papa Leone XIV ai «Patrons of the Arts in the Vatican Museums» della Louisiana, ricevuti la mattina del 7 ottobre nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale.
Il Pontefice ha ricordato il duplice significato del loro impegno: da una parte la passione per l’arte e il desiderio di contribuire alla conservazione del patrimonio artistico e religioso dell’umanità; dall’altra l’esperienza del pellegrinaggio e della fede, vissuta come incontro con la misericordia di Dio e occasione per ritrovare nuova forza nel cammino spirituale.
In un’epoca in cui la tecnologia tende a occupare uno spazio sempre maggiore nella vita quotidiana, Leone XIV ha sottolineato l’importanza di «coltivare uno spirito di contemplazione» e di continuare a «dedicare tempo e spazio alla bellezza». Un atteggiamento che, secondo il Papa, può avere un valore particolare per le giovani generazioni, aiutandole a scoprire nell’arte non soltanto una forma di espressione, ma una possibilità di accesso alle profondità dello spirito umano e alla dimensione del divino.
La bellezza, dunque, non è un elemento accessorio. Può educare al superamento di sé e far comprendere che il dono gratuito rappresenta una componente essenziale dell’autentica realizzazione personale.
Nel suo intervento Leone XIV ha richiamato anche san Paolo VI, che nel messaggio agli artisti al termine del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965, aveva indicato nella bellezza una delle strade capaci di preservare l’uomo dalla disperazione. Per papa Montini, bellezza e verità portano gioia al cuore umano e hanno la capacità di unire le generazioni attraverso la meraviglia.
Il Papa ha quindi ringraziato i Patrons per la loro «generosa collaborazione» nel corso degli ultimi decenni, sottolineando il valore del loro contributo alla conservazione delle opere custodite nei Musei Vaticani. Un patrimonio che non rappresenta soltanto una testimonianza storica e artistica, ma anche una porta aperta sulla dimensione spirituale dell’uomo.
«La contemplazione, ha affermato Leone XIV, offre una meravigliosa opportunità per incontrare il Dio che è Bellezza». Un Dio che sant’Agostino descriveva come «sempre antico e sempre nuovo», capace di attirare continuamente l’uomo a sé.
Da qui l’invito conclusivo del Pontefice: lasciarsi raggiungere dalla bellezza e, nello stesso tempo, aiutare anche gli altri a fare altrettanto.
Roberto Mercuzio
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