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Veduta del peristilio della Casa dell’Atrio a Mosaico

Foto tratta da Wikipedia. Foto Mentnafunangann|CC BY SA 3.0

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Veduta del peristilio della Casa dell’Atrio a Mosaico

Foto tratta da Wikipedia. Foto Mentnafunangann|CC BY SA 3.0

Ercolano, dopo decenni riaprono due domus: nuovi tesori restituiti al pubblico

La Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano visitabili il 21 ottobre. Prosegue il Progetto Domus, il programma di restauro che valorizza alcune delle dimore più significative dell’antica città romana

Roberto Mercuzio

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Due nuove porte si riaprono sulla vita quotidiana dell’antica Ercolano. Il prossimo 21 ottobre tornano accessibili al pubblico, dopo decenni di chiusura, la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio, due residenze di particolare interesse del sito archeologico vesuviano. La riapertura sarà presentata alle ore 11 dalla direttrice del Parco Archeologico, Federica Colaiacomo, e rappresenta una nuova tappa del «Progetto Domus», dedicato alla conservazione e alla valorizzazione di sei importanti abitazioni della città antica.

Con i suoi circa 1.200 metri quadrati, la Casa dell’Atrio a Mosaico si distingue per l’ampiezza degli ambienti e la ricchezza delle decorazioni. L’ingresso principale si apre lungo il Cardo IV, tra affreschi in quarto stile e pavimenti ornati da motivi geometrici e fiori stilizzati. Il cuore della dimora è l’atrio, con l’impluvium centrale rivestito di marmo e una pavimentazione a mosaico che conserva anche le deformazioni provocate dai flussi piroclastici dell’eruzione del 79 d.C.

Dall’atrio si accede al peristilio, un giardino circondato su tre lati da un colonnato e impreziosito da una fontana marmorea. Qui si trova anche un’esedra decorata con vivaci fondi rossi e blu, architetture fantastiche e scene mitologiche, tra cui il Supplizio di Dirce e Diana e Atteone. Gli ambienti destinati alla vita domestica, dal triclinio ai cubicoli, restituiscono l’immagine di una residenza articolata, nella quale architettura e decorazione concorrevano a esprimere il prestigio dei proprietari.

Più raccolta, con una superficie di circa 180 metri quadrati, la Casa a Graticcio offre invece uno spaccato significativo dell’edilizia abitativa romana. Il nome deriva dalla particolare tecnica costruttiva, basata su una struttura lignea riempita con materiale edilizio e rivestita di calce. Tra gli elementi più caratteristici spicca il balcone, in parte originale e in parte restaurato, sostenuto da tre colonne in laterizio. Sotto la balconata si aprono gli ingressi che collegano la strada a una bottega e, al piano superiore, agli ambienti residenziali, circostanza che testimonia il rapporto tra abitazione e attività commerciali. All’interno, un cortile con impluvium svolge anche la funzione di pozzo di luce.

La riapertura si inserisce in un programma che ha già restituito ai visitatori la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, nel marzo 2025, e la Casa del Mobilio Carbonizzato, nel luglio 2026. Il Progetto Domus è realizzato dal Parco Archeologico di Ercolano in collaborazione con il Packard Humanities Institute, attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali. L’intervento, finanziato con 5 milioni di euro nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo «Vesuvio-Pompei-Napoli» (Fsc 2014-20), conferma l’impegno nella tutela del patrimonio e nella restituzione al pubblico di testimonianze preziose della vita quotidiana nell’antica città.

Roberto Mercuzio, 09 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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