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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliA Mestre (Ve), nel corso dei lavori per la sostituzione della rete del gas, sono stati rinvenuti un pozzo-cisterna in muratura, conservato in buono stato e integro nella struttura, risalente al XV secolo, e tratti di murature della stessa epoca.
Conclusesi le indagini sul campo, secondo quanto comunica il Comune, continua ora l’analisi delle vestigia riemerse e della documentazione raccolta durante i sopralluoghi, indispensabile per analizzare la lettura delle strutture emerse e definirne con maggiore precisione cronologia e funzione.
I reperti verranno protetti e ricoperti sotto la supervisione della Soprintendenza, per garantirne la conservazione e contemporaneamente consentire la posa, nel sottosuolo, di una struttura che potrà permettere future scelte di valorizzazione di uno degli assi centrali della città. Il pozzo-cisterna in muratura è dotato anche di copertura.
La struttura quattrocentesca è stata documentata integralmente, sia all’esterno sia all’interno. Intorno ad essa sono stati individuati tratti di murature più antiche o coeve, che testimoniano la presenza di edifici preesistenti e la lunga frequentazione dell’area, con fasi di costruzione, riuso e rifacimento nel tempo.
Ricerche approfondite hanno consentito di individuare in un secondo punto una grande fossa di spoliazione: in questo tratto le mura del Castelnuovo sarebbero state smantellate per far spazio a edifici successivi. Parte del materiale sarebbe stato reimpiegato per l’edificazione del Palazzo Tirabosco, progettato nel XVII secolo dall’architetto Vincenzo Scamozzi. A questo apparterrebbero alcuni lacerti murari. Completano il quadro alcune canalizzazioni e stratificazioni di riporto, che confermano la continua riorganizzazione dello spazio urbano nel corso dei secoli.
L’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Riccardo Brunello, ha dichiarato: «La soluzione indicata dalla Soprintendenza permette di conservare integralmente il manufatto e di spostare la nuova condotta a distanza di sicurezza. Ragioneremo con tutte le realtà competenti su come segnalare in superficie queste importanti testimonianze della storia mestrina».
Valeria Sermonti
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