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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliDopo il grande successo della mostra dedicata a Raffaello, che in soli tre mesi ha portato al Metropolitan Museum of Art di New York circa mezzo milione di visitatori, il Rinascimento italiano torna protagonista sulla Fifth Avenue. Questa volta al centro dell’attenzione ci sono i Della Robbia, la celebre famiglia di artisti fiorentini che tra Quattro e Cinquecento rese la terracotta invetriata uno dei linguaggi più riconoscibili dell’arte rinascimentale.
La mostra del Met, aperta fino al 17 gennaio 2028, riunisce per la prima volta in un’unica galleria la più importante collezione di terrecotte invetriate dei Della Robbia conservata negli Stati Uniti. Il percorso segue tre generazioni di artisti, da Luca della Robbia, considerato l’inventore della tecnica, al nipote Andrea, fino a Giovanni, ultimo protagonista dell’atelier familiare.
Il nucleo centrale dell’esposizione focalizza l’attenzione su un’opera monumentale rimasta lontana dal pubblico per quasi settant’anni: l’«Assunzione della Vergine» di Andrea della Robbia. La grande pala, realizzata intorno al 1485, misura circa tre metri per due ed è composta da 66 sezioni separate di terracotta invetriata. Donata al museo newyorkese nel 1882 da Henry G. Marquand, uno dei suoi fondatori, fu la prima scultura monumentale del Rinascimento italiano a entrare nelle collezioni dell’istituzione.
Per molto tempo l’opera era stata attribuita alla bottega di Andrea. Le ricerche condotte in occasione della mostra, insieme al recente restauro, hanno invece portato gli studiosi a riconoscere la mano dello stesso Andrea, in un momento della sua piena maturità artistica. L’opera non è stata però ricomposta completamente: 33 delle 66 sezioni, appena restaurate, sono esposte nella loro posizione originaria, accanto a una ricostruzione grafica che permette di immaginare l’imponente insieme.
Il progetto nasce proprio dal restauro di cinque terrecotte, che ha prodotto anche due nuove attribuzioni. Un lavoro che, secondo il direttore del Met Max Hollein, consente di riscoprire non soltanto la qualità delle opere, ma anche la loro scala, il forte impatto visivo e la capacità di suscitare emozioni.
La mostra si arricchisce infine di un’importante novità legata alla collezione di Dick Wolf, produttore televisivo e creatore del franchise «Law & Order». Tra le opere da lui destinate al Met figurano due sculture di Giovanni della Robbia. Una di queste, la policroma «Mandorla Mistica», è stata ora formalmente donata al museo.