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Veduta aerea dei ruderi del Castello medievale di Teglio

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Veduta aerea dei ruderi del Castello medievale di Teglio

Al Castello medievale di Teglio venti giorni di scavi archeologici transfrontalieri italo-svizzeri

Per tre settimane, un team composto da studenti e da specialisti di archeologia alpina lavorerà nell’area dell’attuale Pineta alla ricerca di testimonianze dell’antichità valtellinese

Valeria Sermonti

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Tra il 24 agosto e il 12 settembre il progetto Interreg Italia-Svizzera «Archeo Alps-Archeologia Alpina. Luoghi, Presenze, Strategie» porta al Castello medievale di Teglio (So) una nuova campagna di scavo, la quinta dall’avvio delle indagini condotte dall’Università degli Studi di Bergamo. A dirigere il cantiere è stato chiamato il professor Federico Zoni, docente di archeologia medievale nell’ateneo orobico. L’iniziativa è una delle diverse azioni previste dal progetto, che raduna numerosi partner italiani e svizzeri impegnati nella costruzione di un circuito archeologico alpino transfrontaliero.

Nel corso di tre settimane, un team composto da studenti di archeologia (dalla laurea triennale al dottorato di ricerca) e da specialisti di archeologia alpina lavorerà nell’area del castello medievale di Teglio, l’attuale Pineta, alla ricerca di nuove testimonianze del passato valtellinese: strutture, reperti e tracce della vita del maniero. Le indagini dell’estate 2026 si concentreranno nell’area intorno alla chiesa di S. Stefano e nelle sue immediate vicinanze.

Come nelle precedenti campagne, il cantiere sarà accessibile al pubblico per l’intera durata dei lavori, secondo il modello dell’archeologia partecipata. Chi fosse interessato, quindi, potrà esaminare da vicino le fasi di scavo e il lavoro del team di ricerca. Il 10 settembre è poi previsto un «open day» aperto al pubblico, con ritrovo alle ore 16: un’occasione per visitare il sito insieme agli archeologi e conoscere da vicino risultati, ritrovamenti e curiosità emersi nel corso delle ricerche.

Nell’ambito di Archeo Alps, già tra l’8 e il 13 giugno, il progetto aveva portato a Caspoggio, in Valmalenco, sedici studenti di architettura, ingegneria, archeologia, conservazione e storia dell’arte per la Summer School «Progettare il recupero del rudere archeologico», dedicata alla riqualificazione del castello della cittadina, anch’esso oggetto di campagne di scavo dell’Università degli Studi di Bergamo. I due cantieri, pur diversi per fase e per finalità, fanno parte dello stesso percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico alpino.

«Archeo Alps-Archeologia Alpina. Luoghi, Presenze, Strategie» è un progetto di cooperazione transfrontaliera finanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera 2021-27, con capofila la Provincia di Sondrio, che punta alla costruzione di un circuito archeologico alpino transfrontaliero tra Italia e Svizzera, capace di connettere siti di varia natura per la comprensione degli insediamenti alpini tra Tarda antichità e Medioevo, in un sistema integrato di conoscenza, ricerca e offerta culturale.

Valeria Sermonti, 17 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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